Quali sono gli effetti a lungo termine del colonialismo? Quali sono le cause delle tensioni sociali odierne? Chi e perché si è accaparrato le terre dei nativi brasiliani? E l’amore e la redenzione che ruolo hanno in tempi difficili come quelli che vive questa civiltà?

Sono questioni che Da Cruz affrontano nel loro sesto album “Som sistema” (Boom Jah Records), un disco in cui Mariana Da Cruz esplora musicalmente le proprie radici africane e brasiliane. Non è “amarcord”, è uno sguardo fisso e ispirato sulla contemporaneità della musica nera. Il compagno e produttore Ane Hebeisen ha riesumato vecchi synth, batterie elettroniche e sequencers.
“Som Sistema” di Da Cruz ha l’energia nuda e cruda e il suono tagliente che sono marchio di fabbrica del duo bernese, ma questa volta c’è un caleidoscopio sonoro e ritmico che richiama l’Amapiano Sudafricano, lo Shatta caraibico, il Kuduro dell’Angola, la Trap brasiliana e molto di quello che le nuove generazioni di produttori africani creano in questa nuova epoca elettronica.

È musica contemporanea brasiliana con una forte identità e un messaggio. È musica clubby nera che fa muovere il corpo e il cervello. Sandra Romano ha intervistato Ane Hebeisen e Marian Da Cruz e questa è la storia di “Som Sistema”.
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