Hilke (© Nina Maria Glahe)

Hilke

Silent/Violent, di Marco Kohler

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Un percorso personale come la metafora di un processo che potremmo o dovremmo sperimentare come società. 

La musicista, cantante e produttrice Hilke ha messo in discussione la propria identità di genere e il genere inteso come costrutto sociale. Ne è nata la forte consapevole dell'importanza dell'empatia, della compassione, della capacità di parlare delle proprie emozioni, di essere vulnerabile e, più in generale, delle fondamenta difettose dell'identità maschile e del patriarcato. 

“Silent/Violent” (2021 Red Brick Chapel) è un disco stimolante per la musica che contiene, per gli argomenti che tratta e per l’artista che lo ha creato, una persona convinta che la nostra società trarrebbe beneficio da un approccio più femminile e fluido, basato sulla diversità, per trovare un migliore equilibrio tra empatia, gentilezza, rispetto, vulnerabilità e forza.

Prima dell’intervista la musica degli Honey For Petzi, FlexFab & Ziller Bas, Meifis Ninada & Crookair Ft. Soë Blue, Flèche Love e Edkub. Il finale è con Organ Mug, protagonista della puntata successiva.