Il giorno dopo la domenica di votazioni: è tempo di commenti, di riflessioni e di sguardi sul futuro. Il risultato dell’Iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni” (in Ticino è stata accolta di misura mentre la Svizzera ha detto no) vi ha sorpreso? La partecipazione ticinese è stata del 50,72 %, una percentuale di oltre otto punti sotto la media federale del 58,86 %: è un segnale del crescente distacco fra il Ticino e la Berna federale? Le sfide, occorre dirlo, rimangono anche dopo lo scrutinio di ieri: definire una politica migratoria capace di conciliare le esigenze economiche e sociali, l’invecchiamento demografico e i legittimi bisogni e necessità della popolazione locale. Circa il 45% delle elettrici e degli elettori ha espresso un certo disagio di fronte alla rapida crescita demografica del Paese. La carenza di alloggi a prezzi accessibili, le infrastrutture sotto pressione, l’incremento del traffico e la preoccupazione per una Svizzera che cambia: al di là di chi li vede come dei problemi reali, quindi oggettivi, oppure di chi li considera come dei disagi percepiti, perciò soggettivi, rimane che, al di là delle situazioni personali, questi problemi pesano sulla quotidianità di una larga parte della popolazione svizzera. Ne parliamo con voi oggi.
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