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L’invidia, non un’emozione da poco

Con Isabella Visetti

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Il termine invidia deriva dal latino in-videre e significa letteralmente “guardare contro, ostilmente, biecamente o genericamente guardare male, quindi gettare il malocchio”. È uno dei sette peccati capitali e indica quel sentimento di forte dispiacere per oggetti o qualità posseduti da altri.
Quando invidiamo qualcuno, dentro si muovono diverse emozioni: c’è un senso di ingiustizia per non avere ciò che invece l’altro ha, percepiamo una fitta all’autostima perché crediamo di non valere tanto quanto l'altra persona e in casi estremi siamo presi da una rabbia distruttiva tesa a distruggere o sminuire l’altro.

Tutti noi proviamo invidia, è inevitabile, anche se ci piacerebbe esserne esenti e quando prendiamo atto che non è così ci vergogniamo. Perché riconoscersi invidiosi è scomodo? Cosa ci comunica l'invidia? Come si può contenerla? Come ogni emozione anche l’invidia può avere un risvolto positivo?

Ospite:
Claudia Crivelli Barella,
psicoterapeuta