Filippo Boldini, Fiori, 1957, olio su tavola, Comune di Paradiso
La domenica popolare

Filippo Boldini alla Pinacoteca Zust e il Mendrisiotto in epoca romana

Di Antonio Bolzani

  • Pinacoteca cantonale Giovanni Züst
  • 9.4.2023
  • 52 min
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In evidenza anche la mostra dedicata alla Pinacoteca Zuest di Rancate ad uno dei pittori più bravi e più apprezzati del Novecento: Filippo Boldini (Paradiso 1900 – Lugano 1989) è un artista molto amato e collezionato nel Canton Ticino e a lui sono state dedicate mostre e pubblicazioni. La rassegna ripercorre l’intero percorso di Boldini, toccando tutti i temi da lui amati: fiori, nature morte, figure, temi religiosi, paesaggi, dalle opere degli anni Trenta, ancora di stampo naturalistico, alla fase “novecentista” e quindi a quella cubisteggiante, fino alle atmosfere soffuse e sfaldate degli anni Ottanta. I punti di riferimento a lui cari sono il Quattrocento toscano, Cézanne, Braque, ma anche Giorgio Morandi, il Novecento italiano e Carlo Carrà. Boldini andò oltre la pittura di cavalletto: si distinse anche nella realizzazione di mosaici e rilievi, anche per monumenti funerari, e nel restauro. Queste attività hanno contraddistinto buona parte del percorso artistico di molti artisti del Novecento in decenni segnati da una difficile situazione congiunturale. Nel corso della sua lunga vita sviluppò una rete di solidi rapporti con critici, intellettuali, scrittori, pittori e scultori che apprezzavano le sue qualità di uomo e di artista. Si è quindi voluto dedicare spazio alla ricostruzione di questo ambiente fatto di stima e condivisione. Ci accompagna idealmente fra le sale dell’esposizione Alessandra Brambilla, collaboratrice scientifica della Pinacoteca Zuest e curatrice della mostra dedicata a Filippo Boldini.

Ilaria Verga, archeologa e ricercatrice, attualmente associata al Laboratorio di storia delle Alpi dell’USI (Accademia di architettura), ci presenta la sua tesi di master e dottorato, sostenuta nel 2020 all’Università di Neuchâtel, dedicata al Mendrisiotto in epoca romana visto attraverso tre lussuose ville. La giovane ricercatrice ha “fatto parlare” i materiali ritrovati, soffermandosi sulle tre ville romane del Mendrisiotto ritrovate attraverso delle indagini archeologiche. Grazie alla riscoperta dei tre siti di Mendrisio, Morbio Inferiore e Stabio è oggi possibile comprendere meglio l’importante ruolo che la nostra regione ha svolto in epoca romana. Non solo come retroterra agricolo del vicino capoluogo di Comum/Como, ma anche, soprattutto nel IV secolo d.C., con lo spostamento della capitale da Roma a Mediolanum/Milano, come luogo d’elezione per il soggiorno di ricchi proprietari terrieri probabilmente legati alla corte imperiale.

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