Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden pronuncia sugli investimenti nel piano per il lavoro americano (Keyston)

3 mesi dopo: altro che “sleepy Joe”!

Con Roberto Antonini

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Chi l’avrebbe mai detto? Sotto l’apparenza di un anziano rappresentante dell’establishment politico, il 46esimo presidente americano ha smentito quanti vedevano in lui un esponente della vecchia politica, ormai fuori fase, poco dinamico, eletto solo perché antagonista di Trump. Joe Biden ha invece premuto sull’acceleratore come pochi altri e in qualche mese è riuscito ad avviare un serie di riforme di valenza epocale, a tal punto che in molti ormai lo paragonano già a Franklin Delano Roosevelt artefice del New Deal o a Lyndon B. Jonson fautore della Great Society, due presidenti che hanno cambiato il volto del paese. L’America sembra aver imboccato di nuovo la strada di una politica keynesiana, in cui lo Stato assume di nuovo un ruolo centrale, dopo decenni di liberismo. Washington rilancia gli accordi sul nucleare iraniano, ritorna nel consesso internazionale per combattere il riscaldamento climatico, sblocca gli aiuti ai palestinesi, appronta un serie di misure a favore delle energie rinnovabili, delle infrastrutture, e a favore delle fasce più povere della popolazione, promuovendo una tassazione mondiale sulle multinazionali per finanziare le spese sociali. L’America sembra aver impresso una svolta a 180 gradi alla propria politica. Ma è davvero così? E come spiegare questo presidente “Super Joe”?

Sono ospiti:
Giuliano Ferrara
, saggista, giornalista, ex direttore di “Il Foglio
Claudia Flisi, giornalista dell’International New York Times
Marco Salvi, economista di Avenir Suisse
Andrew Spannaus, giornalista autore di numerosi saggi, tra cui “La rivolta degli elettori. Il ritorno dello stato e il futuro dell'Europa”, sulla politica statunitense