La gestione, la presa a carico e la cura di chi è sopravvissuto alla tragedia di Crans-Montana -in primis i familiari delle vittime e i feriti- rientrano in un ambito che prevede dapprima una fase di emergenza e poi un “dopo evento drammatico” che può durare per molto tempo o anche per sempre. Noi oggi proviamo a spiegare come e quando si mette in modo la “macchina statale” dei soccorsi e degli aiuti e perché l’intervento di coloro che sono impegnati nella rete della psicologia dell’emergenza può davvero essere di fondamentale aiuto e supporto. Le domande -e lo stiamo constatando anche in occasione di questa strage- sono molte: come si fa a sopravvivere a tragedie come queste? Cosa davvero serve alle persone quando il mondo, all’improvviso, «esplode»? L’incertezza, cioè il non sapere, è spesso la cosa più devastante per i familiari sopravvissuti: quanto conta allora per chi rimane conoscere le cause (fattore umano oppure evento naturale) che hanno originato il dramma? Il dolore, che è un sentimento umano e necessario, non deve però diventare una patologia, frantumando la struttura psichica della persona: la persona deve continuare a funzionare, anche per altri eventuali figli, e per la vita che continua. Come incanalare allora il dolore e la sofferenza nel “giusto” modo? Chi sostiene deve essere sostenuto a sua volta: come aiutare chi ha aiutato? Davanti a certi eventi, nessuno resta davvero spettatore: cosa succede nella mente di chi assiste “da lontano”? È soltanto una questione di empatia o di voyerismo oppure c’è qualcosa di più profondo che lascia delle tracce durature e indelebili sul piano psicologico? Come viene affrontata questa forma di trauma indiretto di chi ha assorbito il trauma degli altri attraverso le immagini e le parole dei media? In che modo l’esposizione mediatica costante a una tragedia può incidere sulla nostra psiche? Fra l’emergenza Covid e l’emergenza Crans-Montana vi sono delle similitudini e dei parallelismi oppure i due eventi sono decisamente differenti? Molti, moltissimi, interrogativi ai quali i nostri ospiti cercano di dare delle risposte in una puntata nella quale diamo ampio spazio alle emozioni e ai sentimenti di chi si trova, improvvisamente, costretto a continuare a vivere con un enorme e pesante fardello con il quale dovrà confrontarsi per sempre.
Sono ospiti:
Maria Chiara Ferrazzo Arcidiacono, psicologa, psicoterapeuta ATP/FSP e responsabile del Servizio di psicologia e psicoterapia dell’OSC
Fabian Bazzana, psicologo-psicoterapeuta e coordinatore presso il Servizio psicosociale di Locarno
Massimo Binsacca, coordinatore del Care Team Ticino
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