60 milioni per il turismo svizzero, basteranno?

di Nicola Colotti

  • Condividi
  • a A
 

Sostenere la ripresa del turismo svizzero, pesantemente toccato dalla pandemia, stimolando la domanda e l’innovazione. È questo il senso del piano di rilancio elaborato dal Consiglio Federale. Il cosiddetto “Recovery Plan” prevede lo stanziamento di nuovi fondi per un ammontare di 60 milioni di franchi. Si tratta, secondo quanto comunicato dal capo del Dipartimento federale dell’economica Guy Parmelin che ha annunciato di recente i nuovi incentivi, di accompagnare e sostenere in particolare il settore del turismo elvetico che più ha patito gli effetti negativi della pandemia. Il cosiddetto turismo urbano, legato agli affari e ai congressi rischia di essere penalizzato ancora nei prossimi mesi, se la situazione pandemica non dovesse migliorare o addirittura peggiorare. Secondo il piano annunciato, 30 milioni andranno a Svizzera Turismo per il 2022-23 per promuovere l’arrivo di turisti dall’estero e rafforzare il turismo sostenibile. Altri 30 milioni verranno divisi tra attività di marketing e per il sostegno ai partner turistici di Svizzera turismo. Parmelin ha annunciato che altre innovazioni sono allo studio del suo Dipartimento per aggiornare la strategia del turismo svizzero nei prossimi anni. Basterà questo stanziamento strutturale a sostenere il turismo svizzero per i prossimi anni? Quali sono le incognite che incombono al di là delle cifre sui pernottamenti che sembrano più che incoraggianti. Il turismo in Svizzera si compone di diverse offerte e diversi settori. Garantire a tutte le componenti un futuro tranquillo non è facile, soprattutto se la pandemia dovesse continuare. 

Millevoci ne parla con:
Angelo Trotta
, direttore di Ticino Turismo
Hans Peter Wellig, presidente Ente Turistico Regionale del Moesano, Gran consigliere retico, albergatore
Stefano Scagnolari, responsabile dell’Osservatorio del Turismo dell’USI