Come è cambiato il mondo a 15 anni dal primo smartphone (3./3)

Dibattito a cura di Nicola Colotti, in conduzione Isabella Visetti

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Nato quasi per caso e presentato ufficialmente il 9 gennaio del 2007 il primo iPhone della Apple ha inaugurato l’era dello smartphone che ha cambiato il nostro modo di comunicare e di essere. Trasformare un telefonino (un “Natel”, come si chiamava il telefonino mobile di prima generazione in Svizzera) in una sorta di computer da tasca è stata un’idea semplice quanto rivoluzionaria. E bisognava pensarci, con quella attenzione al “contenitore”, oltre che al contenuto, che caratterizzava la visione dell’innovatore Steve Jobs. “Questi non sono tre dispositivi separati, questo è unico dispositivo”, disse il cofondatore di Apple, scomparso nel 2011, presentando il primo modello dello smartphone volgarizzato poi in “melafonino”. Un telefono, una macchina fotografica, un contenitore di musica che in 15 anni, attraverso le sue innumerevoli versioni di marche diverse (oggi il grande competitor è Samsung), è diventato un oggetto fondamentale della nostra vita quotidiana. Lo smartphone si è evoluto negli anni, anche grazie alla diffusione delle reti sociali, così come noi ci siamo trasformati in individui iperconnessi. E se oggi ci poniamo delle domande sulla nostra privacy, sulla nostra ipertrofia comunicativa, è anche perché questi 15 anni sono come un “selfie” antropologico da postare sul libro virtuale della storia della comunicazione umana.

Ne discutiamo con:
Luca Accomazzi
, consulente informatico, divulgatore e sviluppatore Apple
Angelo Consoli, docente responsabile del laboratorio di sicurezza cibernetica della SUPSI
Vera Gheno, sociolinguista, saggista, studiosa della comunicazione sulle reti sociali