Triathlon SWISSMAN
Millevoci

Il Festival internazionale di musica organistica di Magadino e la sfida vinta dal triatleta Roberto Santacroce

  • Ieri
  • 53 min
  • Antonio Bolzani
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La 64ª edizione del Festival Internazionale di Musica Organistica di Magadino è fra gli eventi culturali e musicali più importanti della Svizzera italiana. Il silenzio della chiesa di San Carlo Borromeo, la lunga e solida tradizione, il respiro del lago, la capacità orchestrale e la potenza e il suono dell’organo sono il segreto della longevità di una rassegna prestigiosa e riconosciuta, una manifestazione di grande valore sul piano internazionale. Magadino è un punto di riferimento per la musica organistica con i musicisti che vengono scelti anche in funzione della loro sensibilità verso il famoso organo Mascioni presente nella chiesa. L’organo è uno strumento sacro per eccellenza che si suona nei luoghi liturgici e di culto, uno strumento musicale già presente nelle nostre chiese fin dal IX secolo: è un limite oppure è un valore aggiunto? L’uso corretto dell’organo in chiesa deve in effetti possedere tre qualità: il primato del testo (il canto deve sempre primeggiare), il carattere sacro dell’esecuzione strumentale e il suo valore artistico. Come si “sposano” le parole con la musica? Andremo alla scoperta della storia e della longevità del Festival e di uno strumento che ha una lunga storia e che è considerato difficile da suonare con due competenti guide: Maurizio Sargenti, presidente dell’Associazione Festival internazionale di musica organistica di Magadino, e Giuseppe Clericetti, musicologo e già collega giornalista, uomo di radio, per la Rete Due, e di TV per la trasmissione Paganini.

Con il triatleta Roberto Santacroce ritorniamo indietro al 20 giugno, giornata in cui si è svolto il Triathlon SWISSMAN Xtreme che è un triathlon di lunga distanza con uno dei percorsi più spettacolari al mondo. Inizia nel Sud del paese, a Brissago sulle sponde del lago Verbano con una prima parte a nuoto, di oltre tre chilometri, per giungere ad Ascona. Poi, in sella a una bicicletta, ci si cimenta in un faticoso saliscendi e si attraversano tre passi alpini; a Brienz si riparte, infine, a piedi per una durissima maratona, nel cuore della Svizzera. Il traguardo si raggiunge dopo un’ultima salita che ti porta proprio sotto il vasto paesaggio montuoso di Eiger, Mönch e Jungfrau. Il viaggio di Santacroce è stato un viaggio fatto di fatica, costanza, impegno e testa, un’avventura con lo sguardo verso gli altri perché questa gara non è stata per lui soltanto una prova estrema, ma si è rivelata anche una sfida solidale a favore di Inclusione Andicap Ticino (progettiamo.ch). È proprio lui che ci racconta la sua recente e coinvolgente esperienza, il percorso di preparazione, le sfide affrontate e le emozioni vissute durante un’impresa che richiede una straordinaria resistenza fisica e mentale. Lo Swissman Xtreme Triathlon è una delle competizioni più impegnative e affascinanti al mondo ed è stata disputata quest’anno in una giornata caldissima, con 239 atleti provenienti da 35 nazioni che hanno affrontato insieme i 5’750 metri di dislivello e i 226 chilometri. 186 atleti/e hanno raggiunto il traguardo sulla Kleine Scheidegg: i primi ad arrivare, a sera inoltrata, sono stati l’atleta ceco Petr Soukup e l’atleta svizzera Yael van der Geest.

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