(iStock)

Il lungo tempo libero dei giovani, tra regole da rispettare e giornate da inventarsi

Con Antonio Bolzani

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Qualcuno sostiene che questa emergenza sanitaria sia una grande prova di maturità per le generazioni più giovani finora baciate dalla sorte e, dunque, tutto sommato più agiate e comode: non hanno conosciuto le guerre, le carestie, le migrazioni e la povertà che hanno contrassegnato, in certi periodi dell’Ottocento e del Novecento, l’esistenza dei genitori e soprattutto dei nonni e dei bisnonni. Ora è arrivato anche per loro un momento durissimo e complicato con il quale confrontarsi e convivere: come stanno reagendo allora i giovani di fronte a questa situazione di minaccia che obbliga tutti noi a delle importanti rinunce? Stanno comprendendo la gravità della pandemia e, quindi, stanno agendo di conseguenza?

Con i nostri interlocutori, cerchiamo di dare delle risposte a questi e ad altri interrogativi nella puntata odierna, soffermandoci sul senso di appartenenza dei giovani in una società che lotta e che soffre e che vede impegnati e coinvolti, su vari fronti, tutte le generazioni; sulla loro maturità ad affrontare le inquietudini, le angosce e le molte regole, imposizioni e direttive che le autorità impongono; e sulla loro capacità di aiutarsi e di aiutare, con uno sguardo comunque fiducioso e speranzoso verso tutta la collettività e verso il futuro.

Ospiti:
Ilario Lodi
, direttore di Pro Juventute Svizzera Italiana
Cecilia Spacio, portavoce del Consiglio cantonale dei giovani
Lara Tarantolo, capa settore easyvote presso la Federazione Svizzera dei Parlamenti dei Giovani
Giorgio Galusero, deputato in Gran Consiglio ed ex ufficiale della Polizia cantonale
Stefanie Monastero, responsabile del settore delle politiche giovanili della Città di Lugano
Guido De Angeli, collaboratore dell’Ufficio famiglie e giovani del DSS.