Il vaccino della scienza per affrontare le emergenze globali

Con Nicola Colotti

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Due scienziati di fama internazionale sono stati protagonisti di incontri pubblici nella Svizzera italiana, nello spazio di pochi giorni. Mercoledì 22 settembre il climatologo e accademico svizzero Thomas Stocker è sceso da Berna in Ticino per una conferenza dal titolo “Crisi climatica. C’è un vaccino?”, organizzata dal Dipartimento ambiente, costruzioni e design della SUPSI nella nuova e avveniristica sede di Mendrisio. Un incontro pubblico nell’ambito del ciclo di conferenze dedicate al tema: Emergenza Terra. Abitare, costruire, pensare un futuro sostenibile. Il secondo appuntamento, ieri, lunedì 27 settembre, con Jacques Dubochet, premio Nobel per la chimica nel 2017. Durante la giornata lo scienziato romando ha incontrato gli studenti dei licei luganesi e la sera è stato ospite dell’USI per una “chiacchierata” con Giovanni Pellegri, responsabile dell’Ideatorio dell’ateneo luganese, nell’ambito delle celebrazioni per i 25 anni dell’Università della svizzera italiana. Questi due appuntamenti, al di là del prestigio internazionale dei due scienziati, sottolinea il ruolo centrale e imprescindibile della divulgazione scientifica, del sapere accademico (contro la diffusione dell’ignoranza delle opinioni) per la comprensione e mitigazione delle crisi globali, a cominciare da quella climatica. Crisi che hanno effetti disastrosi per l’intera umanità e che ci chiamano tutti – come hanno ribadito Stocker e Dubochet – a un atto di responsabilità individuale e collettiva e un’azione globale non impossibile. 

Ne parliamo con:
Thomas Stocker
, professore di fisica climatica e ambientale all’Università di Berna, più volte coordinatore della redazione di rapporti ONU sui mutamenti climatici
Silvio Seno, direttore del Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI

Con un intervento registrato di Jacques Dubochet, premio Nobel per la chimica