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Internet delle…cose che ci tengono connessi con gli altri: dove e come corrono i (big)dati dell’emergenza pandemia

Con Nicola Colotti

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Internet ci salverà dalle limitazioni sociali dell’emergenza sanitaria? Probabilmente sì, a condizione però che venga garantita una gestione ottimale delle potenzialità della rete. In questa fase, in cui grazie agli strumenti digitali di cui disponiamo possiamo conservare un “tessuto sociale” che altrimenti andrebbe sfilacciato, è necessario che ci sia una collaborazione tra tutti gli attori all’insegna della trasparenza (in sicurezza per i dati sensibili, però), della massima accessibilità a ogni tipo di piattaforma di condivisione e soprattutto della tenuta delle reti informatiche messe sotto pressione. Questo implica un grande sforzo da parte dei gestori delle reti e una aperta collaborazione da parte dei “padroni” delle grandi reti sociali (anche per evitare la circolazione di contenuti virali nocivi).

Una situazione così estrema come quella che stiamo vivendo come individui iper-connessi può essere davvero l’occasione per garantire la tanto declamata collaborazione tra i vari attori digitali (pubblici e privati) che non sia non finalizzata, ancora una volta, a un’indiscriminata raccolta di dati per trarne un mero profitto economico. Il potenziale sociale di internet è enorme, globale e prezioso in un momento come questo, ma potrebbe anche rivelare criticità e fragilità su cui è bene tenere desta l’attenzione. Gli esperti lavorano anche a questo; per consentirci di rimanere “liberi e connessi”.

Ospiti:
Alessandro Longo, giornalista direttore del portale Agenda Digitale
Walter Quattrociocchi, Direttore del Laboratorio di Data Science and Complexity all’Università di Venezia
Angelo Consoli, responsabile del laboratorio di Cyber Security della SUPSI
Paolo Attivissimo, giornalista informatico