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La Strategia per la parità tra donne e uomini del Consiglio federale: belle parole o vera volontà di cambiamento?

Con Antonio Bolzani

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A sorpresa, la settimana scorsa, il Consiglio federale ha adottato la Strategia per la parità tra donne e uomini 2030. Nonostante sia sancita dalla Costituzione federale dal 1981, la parità tra donna e uomo non è ancora raggiunta in Svizzera: le donne guadagnano mediamente il 19 per cento meno degli uomini. In ambito domestico sono commessi ogni giorno più di 55 reati e nel 70 per cento dei casi la vittima è di sesso femminile. L’introduzione del suffragio femminile avvenuta 50 anni fa ha sicuramente stimolato e spinto il nostro Paese ad essere più impegnato e attivo nella lotta per la parità fra i sessi; l’attuale confortante e decisa svolta, per certi versi inattesa, si prefigge proprio di colmare quelle lacune e quelle carenze ancora oggi esistenti. In sintesi, si tratta della prima Strategia nazionale della Confederazione che mira a promuovere la parità dei sessi in tutti i suoi aspetti ed è focalizzata su quattro temi e campi d’azione: la promozione della parità nella vita professionale, il miglioramento della conciliabilità tra famiglia e lavoro, la prevenzione della violenza e la lotta alla discriminazione. I provvedimenti prioritari saranno concretizzati entro fine anno e adottati o attuati entro il 2023. Alla fine del 2025 sarà tracciato un primo bilancio. L’obiettivo è quindi quello che sia le donne sia gli uomini partecipino con le stesse opportunità alla vita economica, familiare e sociale, fruiscano per tutta la vita della stessa sicurezza sociale e possano realizzare le proprie aspirazioni in un ambiente improntato al rispetto e privo di discriminazioni e violenza. A questo punto sorgono però delle domande: la Strategia del Consiglio federale rimane un bel documento teorico oppure c’è davvero la volontà di cambiare marcia e andatura affinché dalla teoria e da concetti generali si passi alla pratica con misure e provvedimenti applicabili e con disposizioni legali vincolanti? E, al di là delle lodevoli intenzioni espresse sulla carta, cosa rimane da fare, in concreto, per la parità di genere? Quale dovrebbe essere il ruolo dell'economia, privata e pubblica, nell'ambito della parità di genere? Le aziende fanno abbastanza? L’amministrazione pubblica, gli enti pubblici e le università e le scuole professionali quanto e come si stanno impegnando per la parità fra uomini e donne? A questi e ad altri interrogativi rispondono gli ospiti di Millevoci.

Sono ospiti:
Marialuisa Parodi
, presidente della FAFTPlus
Ornella Larenza, ricercatrice presso il Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della SUPSI
Federica De Rossa, avvocata, direttrice dell'Istituto di diritto dell'USI (IDUSI) e Giudice supplente del Tribunale federale
Patricia Funk, prof.ssa alla Facoltà di scienze economiche dell’USI
Luca Albertoni, direttore della Cc-Ti - Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Canton Ticino