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La pandemia digitale, tra timori e disinformazione

Con Nicola Colotti ed il Pubblico di Rete Uno

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La pandemia digitale, tra timori e disinformazione

La pandemia digitale, tra timori e disinformazione

Con Nicola Colotti ed il Pubblico di Rete Uno

 

Mentre cresce il timore per un nuovo preoccupante aumento di contagi in Svizzera e in Europa (senza contare il resto del mondo!) il quale rischia di vanificare molti degli sforzi fatti finora contro l’emergenza Covid 19, crescono anche le speranze, i dubbi e le domande sui risvolti per così dire “digitali” della pandemia. Dai certificati vaccinali che molti vedono come un salvacondotto mentre per altri rappresentano una possibile ingiusta discriminazione (senza si rischia di non poter viaggiare né di poter entrare in diversi luoghi pubblici) si arriva alla disinformazione, alla diffidenza e alla confusione che si espande grazie alle reti sociali. Con risvolti persino geopolitici, con la recente accusa mossa dal presidente Biden a Russia e Cina di diffondere notizie false tramite le reti sociali. Una vera offensiva anche contro Facebook accusata di non fare abbastanza per impedire che le fake news provochino danni “letali”. È una situazione complessa quella che stiamo vivendo, non soltanto dal punto di vista epidemiologico ma anche dal punto di vista della cosiddetta comunicazione di massa. Non ci sono i buoni da una parte e i cattivi dall’altra. Ci sono però tante domande sul ruolo della comunicazione digitale nel creare disinformazione e diffidenza contro i canali di informazione cosiddetti ufficiali. Senza contare che le tecnologie digitali associate alla gestione della pandemia dopo aver suscitato grandi speranze oggi pongono qualche problema sul loro utilizzo sicuro, anche per quanto riguarda lo scambio e la protezione dei nostri dati personali.     

Sono ospiti:
Paolo Attivissimo, giornalista informatico
Gabriele Balbi, vicedirettore dell’Istituto media e giornalismo dell’USI di Lugano, Direttore del Bachelor in comunicazione alla Facoltà di Comunicazione, cultura e società
Daria Grimaldi, docente di psicologia sociale delle comunicazioni di massa, Università di Napoli Federico II