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Le pagelle sulla scuola a distanza: promossa o bocciata?

Con Antonio Bolzani

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La scuola ticinese, che è ripresa in presenza, si guarda indietro e traccia un bilancio della scuola in assenza, quando, a causa della pandemia, le allieve e gli allievi seguivano le lezioni da casa. Come è andata quella didattica a distanza? Quali sono stati i punti di forza, le debolezze e le buone pratiche? Cosa eventualmente, qualora quella scuola dovesse ripresentarsi, andrà potenziato e migliorato? E la digitalizzazione e i supporti informatici sono stati all’altezza della difficile situazione?

A questo proposito, il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) ha commissionato alla SUPSI un'indagine presso allievi, genitori e docenti per documentare il vissuto, le esperienze e i bisogni emersi durante il periodo di formazione a distanza e di scuola parzialmente in presenza.

Il quadro descritto da allievi, docenti, genitori e quadri scolastici è variegato: aspetti positivi e critici appaiono strettamente connessi. Due i temi che si evidenziano chiaramente: l’impossibilità di sostituire la scuola in presenza con quella a distanza e il riconoscimento dell’impegno messo in campo da tutti gli attori per dare vita a un’ "altra scuola" in cui flussi di comunicazione, metodologie di insegnamento e ruoli sono stati modificati per far fronte a un’emergenza inedita.
Di questo studio e di quanto questo bilancio servirà per guardare più consapevolmente al futuro, ci occupiamo nella puntata odierna di Millevoci.

Ospiti:
Alberto Piatti, direttore del Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI
Emanuele Berger, direttore della Divisione della scuola del DECS
Anna De Benedetti, presidente della Conferenza Cantonale dei Genitori (CCG)