Ricordando Alex Pedrazzini, uomo fuori dagli schemi ma dentro la politica

Con Antonio Bolzani

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Una spiccata vivacità intellettuale, una curiosità innata verso la società, il mondo e i più deboli ed una capacità dialettica straordinaria: Alex Pedrazzini, scomparso ieri a 70 anni, ha contrassegnato un lungo e intenso periodo della politica ticinese. Eletto in Consiglio di Stato nel 1991, tra le file del PPD, in Governo ha diretto inizialmente il Dipartimento dell’interno, di giustizia e polizia e poi, con la riforma dell’Esecutivo del 1992, quello delle istituzioni. Nel 2003 è stato eletto in Gran Consiglio, dove è rimasto per ben quattro legislature, fino al maggio del 2019. Negli otto anni trascorsi in Consiglio di Stato, Pedrazzini ha avviato il grande cantiere delle aggregazioni comunali. Nel suo slancio pioneristico in favore di un riordino istituzionale del Cantone, va menzionata -fra i suoi risultati ottenuti- anche la revisione della Costituzione cantonale, approvata dal popolo nel dicembre 1997. Prima della sua attività politica era stato assunto come giurista al Dipartimento cantonale di giustizia, sotto la guida di Flavio Cotti, nel 1977. Nel 1984 era diventato direttore del penitenziario cantonale La Stampa, ruolo che mantenne fino al 1987. Da cittadino ha anche dedicato molte energie in progetti e iniziative a difesa dei più deboli nella società e dei bambini vittime di violenze e di abusi; è stato inoltre attivo in associazioni a favore dell’inclusione dei portatori di handicap. Ha diretto l’Associazione Demetra e faceva parte del Consiglio di fondazione di Terres des Hommes. Era anche particolarmente impegnato sul piano ambientale e dell’integrazione degli stranieri. La sua indole solidale e il suo costante e spontaneo sguardo verso gli altri lo hanno portato anche ai pellegrinaggi a Lourdes, dove ha fatto servizio, fra tanti altri volontari della Diocesi di Lugano, accompagnando i malati alla Grotta, spingendo carrozzelle tra la gente sempre con il sorriso, sempre con una battuta, sempre capace di essere discreto e allo stesso tempo, presente, allegro e attivo. Una bella e brava persona, dotata di ironia e di autoironia: intelligente, onesto e trasparente con tutti, era stato soprannominato “il monello”. A Millevoci diverse voci amiche e il pubblico ricordano Alex Pedrazzini.

Sono ospiti:
Paolo Beltraminelli, già consigliere di stato
Luigi Pedrazzini, già consigliere di stato e già presidente del PPD
Sara Beretta Piccoli, attiva da molti anni in politica e oggi consigliera comunale a Lugano
Fulvio Pezzati, avvocato e già deputato in Gran Consiglio
Ivo Pellegrini, già presidente dell’ Ospitalità diocesana ticinese “Nostra Signora di Lourdes”