World Economic Forum di Davos 2020, tra attese e dubbi

Con Nicola Colotti

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Sarà un World Economic Forum all’insegna della sostenibilità quello che si apre domani a Davos (fino al 24 gennaio) per la cinquantesima edizione. La località grigionese sarà anche quest’anno per 4 giorni la capitale mondiale in cui convergono rappresentanti del mondo economico, politico, delle imprese, delle ONG e della società civile per discutere di scenari presenti e futuri che riguardano lo sviluppo globale, sia esso economico, sociale o tecnologico e le sfide globali per affrontarlo.

Come sempre c’è attesa per la partecipazione di personaggi di rilievo, soprattutto della politica, a cominciare dal presidente americano Trump che verrà accompagnato dalla figlia e dal genero, oltre che dai Segretari “economici”. Al WEF 2020 di Davos sono attesi circa 2800 partecipanti di 118 paesi con la presenza di 50 capi di Stato e di governo: dalla tedesca Angela Merkel, allo spagnolo Pedro Sanchez, all’italiano Giuseppe Conte fino alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e quella della BCE Christine Lagarde. Nel presentare l’edizione di quest’anno del WEF il suo fondatore Klaus Schwab ha sottolineato l’intenzione di indirizzare il forum sul tema delle sostenibilità e dell’ambiente, cogliendo quindi i segnali che arrivano dall’attivismo internazionale rappresentato anche quest’anno a Davos da figure come Greta Thunberg e Al Gore.

Ospiti:
Lino Terlizzi
, giornalista di economia, già vicedirettore del Corriere del Ticino di cui è tutt’ora editorialista.
Monika Rühl, presidente della Direzione generale di economiesuisse

Marina
Carobbio, Consigliera agli Stati del Canton Ticino
Luca Fasani, responsabile del programma Tempi Moderni della RSI

World Economic Forum