La canzone nasce nel 1971‑72. Gli autori sono Alberto Salerno e Francesco Guccini, ma viene portata al successo dai Nomadi con la voce di Augusto Daolio.
Diventa popolarissima dal vivo, trasformandosi in un inno generazionale alla libertà e alla strada. Racconta di un vagabondo come simbolo di identità più che di ribellione.
È una delle canzoni italiane più cantate di sempre ed è dal 2006 inno della Nazionale Cantanti. Una curiosità? Guccini la considera “più dei Nomadi che sua”.
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