Salento, «terra del rimorso», «terra del cattivo passato che torna e opprime col suo rigurgito». Qui, nel giugno 1959, un’équipe guidata da Ernesto De Martino e formata da uno psichiatra, uno psicologo, un musicologo e un sociologo condusse una ricerca etnografica per studiare il tarantismo, antico rito contadino caratterizzato dal simbolismo della taranta – il ragno che morde e avvelena – e dalla potenza estatica e terapeutica della musica e della danza.
Da qui parte l’antropologo dell’Università di Roma Paolo Pecere, autore del bellissimo saggio "Il Dio che danza" (Nottetempo, 2021) per un itinerario che riunisce, nelle sue ricerche, le diverse e più appassionanti esperienze legate alla danza estatica, alla possessione e alle varie incarnazioni di Dioniso nelle varie culture contemporanee.
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