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Ambientalista d'assalto

Reportage da Sochi 2 - La dura lotta di chi ha tentato di salvaguardare la natura dai cosiddetti oggetti olimpici

  • 16.01.2014, 12:39
  • 4 maggio, 12:44
Vladimir Kimaev

Vladimir Kimaev

  • Alessandro Chiara - RSI
Di: RSI Sport 

Vladimir Kimaev parla speditamente e mi dice di avere pazienza, se solo provo a interromperlo per chiedergli qualcosa. Vuole sviluppare il suo ragionamento. Ex militare, lavora da 4 anni per l'Environmental Watch of Northern Caucasus, un'organizzazione ambientalista che conta 200 agguerriti attivisti in tutta la Russia del sud.

Avrei mille domande, ma capisco. Lui, nelle zone attraversate dall'uragano olimpico, ci è nato e cresciuto. Sono sorpreso quando mi racconta delle vittorie ottenute dalla sua organizzazione durante la costruzione dei cosiddetti oggetti olimpici: una discarica bonificata, lo spostamento delle piste in una zona più idonea di Krasnaja Poljana, anche se pur sempre all'interno di un parco naturale. Vittorie che non hanno guadagnato la stessa attenzione mediatica dei disagi provocati dalla macchina olimpica.

Visibili per esempio ad Akhshtyr, un villaggio costeggiato ora dall'infrastruttura ferroviaria e stradale che collega i due villaggi olimpici, situati al mare e in montagna. I lavori hanno reso la vita impossibile ai 150 residenti, che credevano alla promessa del presidente russo Putin: "Non una sola persona soffrirà a causa dei giochi".

Le case di via Bakinskaya

Soffrono anche i residenti di Via Bakinskaya, ad Adler. I detriti dei lavori sono stati scaricati sulla collina che sovrasta le loro case, spinte a valle sotto la pressione di 2/3’000 tonnellate di rifiuti. Per loro nessuna compensazione, solo l'amara vista del villaggio olimpico a poche centinaia di metri dalle loro quattro mura sgangherate.

Alessandro Chiara

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