Cosa succederebbe se non ci fossero controlli antidoping nello sport? Di quali prestazioni e risultati saremmo testimoni? A queste domande possiamo rispondere seguendo gli “Enhanced Games”, rassegna di matrice statunitense nella quale diversi atleti si misurano in discipline come nuoto, corsa e sollevamento pesi senza eseguire i test preliminari contro le sostanze dopanti. In occasione dell’apertura della prima edizione dei Giochi che ha avuto luogo nella notte del 25 maggio a Las Vegas, ne abbiamo parlato a “Prima Ora” con Debora Carpani e Mattia Piffaretti, psicologo dello sport esperto in tema doping.
“Gli atleti rischiano di uscirne completamente disillusi, in quanto potenziare sproporzionatamente le condizioni di allenamento e di gara aumenta inevitabilmente anche la pressione e l’aspettativa sulle loro prestazioni - ha dichiarato Piffaretti riguardo ai rischi per la salute mentale - Inoltre, allenarsi in un ambiente di questo tipo potrebbe alterare anche la percezione che l’individuo ha degli aspetti non sportivi della sua quotidianità”.
Parlando di risultati è virtualmente caduto solo il record mondiale nei 50 metri a stile libero di nuoto. Infatti, il nuotatore greco Kristian Gkolomeev ha percorso la tratta in 20,81 secondi, superando i 20,88 che l’australiano Cameron McEvoy ha ufficialmente piazzato in marzo a Shenzhen. “A causa della dubbia eticità delle pratiche di allenamento, gli atleti probabilmente non troverebbero l’approvazione del pubblico a prescindere dai loro risultati, cosa che potrebbe impattare fortemente la loro quotidianità anche sotto l’aspetto relazionale” ha poi concluso lo psicologo.
Enhanced Games, lo studio con Mattia Piffaretti e Debora Carpani (Prima Ora 25.05.2026)
RSI Sport 25.05.2026, 19:07

