dall'inviato a Rio de Janeiro Marcello Ierace
Ci sono discipline per cui le Olimpiadi sono, di fatto, l'unico vero obiettivo per cui lavorare. La scherma è una di queste. Sport che passa - a torto o a ragione - decisamente a lato della programmazione mediatica per tre anni e undici mesi, ma che durante i Giochi assume una rilevanza assolutamente notevole. Soprattutto per chi vince, per quelle squadre che hanno le reali possibilità di prendersi una medaglia.
E tra queste c'è anche la Svizzera di spada, che in ambito maschile, sia nella prova individuale che in quella a squadre, ha forti ambizioni di podio. "L'obiettivo è vincere, dev'essere sempre quello - ci dice subito Gianni Muzio, allenatore dei rossocrociati e tra i maggiori maestri di spada, essendo stato guida di atleti come la pluricampionessa olimpica e mondiale Diana Bianchedi - Magari ce lo teniamo per noi, non stiamo lì a dirlo in giro. Abbiamo dedicato l'ultimo anno interamente alla preparazione dei Giochi e abbiamo raccolto buoni risultati: sono fiducioso". Un impegno accentuato dalla lunga attesa, avendo dovuto stare a guardare quattro anni fa in virtù della rotazione delle discipline.
"Abbiamo lavorato tanto e bene in quest'ultimo anno: sono assolutamente positivo"
Gianni Muzio
Max Heinzer, Fabian Kauter, Benjamin Steffen e Peer Borsky. Quattro uomini, quattro atleti, ma soprattutto una squadra vera. "Sono quattro ragazzi che si vogliono bene tra di loro e che si supportano l'un l'altro molto bene e da anni sono abituati a stare insieme e sono abituati ad affrontare certi problemi", conclude il tecnico vercellese.
L'intervista a Gianni Muzio (05.08.2016)
RSI Sport 05.08.2016, 20:51
