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Mancano all’appello due medaglie

Hug ci regala l’oro ma l’obiettivo rimane lontano

  • 16.09.2016, 10:40
  • 4 maggio, 16:56
Heinz Frei

Heinz Frei

  • rsi.ch
Di: RSI Sport 

dall'inviato Antonio D'Autilia

La giornata di giovedì avrebbe potuto e forse dovuto portare tanti metalli preziosi nel cestino ancora mezzo vuoto della delegazione elvetica. Una giornata iniziata col botto, grazie al solito Marcel Hug, superlativo nella prova sugli 800m, vinta dominando gli avversari. Una liberazione per la vera star svizzera di questi Giochi, visto che per la prima volta l’inno elvetico è risuonato nelle arene di Rio.

Hug ha quindi vinto la maledizione dell’oro e con tre medaglie entra nel lotto dei protagonisti assoluti di questa edizione delle Paralimpiadi. In più ha migliorato il suo record personale, mai fino ad ora il 30enne nato a Neuenkirch aveva vinto più di due medaglie nella medesima edizione dei Giochi, e nel suo programma c’è ancora la maratona che si disputerà domenica.

La giornata campale però l’aveva aperta, e alla grande Tobias Fankhauser, con la medaglia di bronzo nella gara in linea di ciclismo della categoria H2. Lo studente di economia d’impresa, dopo l’argento di Londra, si è confermato fra i migliori della specialità e ancora lui, insieme a Lukas Weber e ad Heinz Frei, cercherà di regalare nuove gioie alla delegazione rossocrociata nella staffetta a squadre in programma quest’oggi.

Dopo le dovute celebrazioni, passiamo alle note dolenti. Perché sul circuito di Pontal, si attendeva, si sperava e si sognava una nuova impresa proprio dell’eterno Heinz Frei. Il 58enne però dopo aver lottato e spinto con la sua handbike come un pazzo, ha pagato un percorso costruito male per una corsa di questo tipo (curve troppo strette) e alla fine, non solo ha chiuso con un immeritato 7o posto una gara che lo ha visto fino all’ultimo giro fra i protagonisti, ma con quell’infortunio al braccio forse si è giocato le speranze di vincere l’ennesima medaglia nella staffetta a squadre e magari anche la partecipazione alla maratona di domenica.

Ultimo paragrafo dedicato alla grande protagonista mancata nell’atletica leggera. Manuela Schär sarebbe dovuta essere la “Marcel Hug al femminile”, invece anche questa volta, nulla da fare. Nella finale dei 5000m, che ha visto il podio dominato dalla “USA connection” guidata da Tatyana McFadden, la lucernese ha chiuso addirittura 8a una gara corsa comunque in modo coraggioso. Alla Schär restano ancora gli 800m e la maratona per potersi mettere al collo una tanto desiderata medaglia, la quale ormai sta diventando un’ossessione (vista la delusione di Londra), e le sue parole: “Mi sento stanca”, pronunciate al termine dell’ultima gara, suscitano qualche preoccupazione. Speriamo che sia pretattica.

In conclusione, di 4 medaglie messe in conto, ne abbiamo ottenute due. L’obiettivo di 10 medaglie totali, stabilito da Swissparalympic, rimane lontano. Ma in tre giorni di gara tutto può accadere, e in fin dei conti, ai Giochi paralimpici, non si vive solo di vittorie, ma soprattutto o quasi esclusivamente di emozioni.

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L'intervista ad Heinz Frei (16.09.2016)

RSI Sport 16.09.2016, 07:00

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Paralimpiadi, il servizio con Marcel Hug (Sportsera 17.09.2016)

RSI Sport 17.09.2016, 23:26

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