Nemmeno un anno fa ammetteva, con un po' di vergogna, di avere, in fondo al cuore, un piccolo grande sogno. Le Olimpiadi di Tokyo del 2020. Un obiettivo enorme, che quasi quasi aveva paura di pronunciare. Ma il destino, a volte, riserva delle strane ed inattese accelerazioni. E Ajla Del Ponte, nel giro di una manciata di mesi si è trovata catapultata in una realtà gigantesca. Fatta di conferenze stampa, prime pagine sui giornali, microfoni e telecamere e soprattutto fatta di un biglietto per Rio de Janerio con impressi i cinque cerchi dell'Olimpiade.
"Se penso allo stadio Olimpico di Rio, credo che mi verrà ancora un po' di tremarella"
Ajla Del Ponte
"Io non ho ancora parole per questa convocazione, sono molto emozionata - ci dice la ragazza dell'US Ascona, che ha compiuto vent'anni giusto pochi giorni fa - Non so bene cosa aspettarmi da questi Giochi Olimpici, preferisco vivere l'esperienza giorno dopo giorno".
Ma le Olimpiadi non sono solo una bella esperienza da vivere, Ajla lo sa. "Abbiamo (con Sarah Atcho, Ellen Sprunger e Salomé Kora, ndr) un obiettivo chiaro che è la finale della 4x100m. È fattibile, si può fare, ma dovremo funzionare come degli orologi svizzeri. Speriamo quindi che il lavoro che stiamo facendo qui a Tenero porti i frutti sperati".
Rio 2016, l'intervista ad Ajla Del Ponte (26.07.2016)
RSI Sport 26.07.2016, 16:45
Atletica, il servizio su Ajla Del Ponte (Il Quotidiano, 27.07.2016)
RSI Sport 27.07.2016, 20:08
