dall'inviato a Zurigo Marcello Ierace
La sfida è, va detto, di quelle improbe e decisamente ardue. Ma l'entusiamo è pure assai notevole e anche i mezzi a disposizione sono per ora all'altezza dell'impresa. In un paese, come il nostro, in cui ci si divide generalmente tra "hockeisti" e "calciofili", Indoorsports ha deciso di provare a far saltare il banco, puntando sul motto "l'unione fa la forza". Si è partiti dal semplice concetto di riunire le quattro principali discipline al coperto presenti in Svizzera - pallamano, unihockey, basket e volley - che assieme contano qualcosa come 100'000 tesserati, circa mezzo milione di spettatori e tifosi e un potenziale bacino di utenza di quasi due milioni di persone. Cifre queste utili per far leva su sponsor, media e opinione pubblica per incrementare la presenza di giovani nelle palestre e creare, parallelamente, eventi di alto livello.
E proprio da un evento, la Supercoppa 2015 all'Hallenstadion di Zurigo si è deciso di partire. "Un appuntamento per noi molto importante, anche perché è una prima mondiale, un appuntamento unico in cui si assegnano ben otto titoli - spiega il CEO di Indoorsports Beat Ackermann - E le difficoltà di organizzare una manifestazione come questa non sono state certo poche, a partire dalle problematiche relative al calendario che hanno fatto sì che alcune squadre non siano ancora al completo e indietro con la preparazione. Ci siamo calati sul problema e cercheremo dei correttivi per il futuro".
Supercoppa, l'intervista a Beat Ackermann (05.09.2015)
RSI Sport 05.09.2015, 00:00
