La 26enne ticinese guarda con il sorriso al futuro
La 26enne ticinese guarda con il sorriso al futuro (Ti-Press)

"Dovevo passare di lì per diventare migliore"

Ajla Del Ponte si è raccontata alla Domenica Sportiva tra l'infortunio e gli obiettivi futuri

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Ajla Del Ponte sta ritrovando la normalità nella sua vita di sportiva d'élite dopo la convalescenza seguita all'operazione alla quale si è sottoposta per curare la tripla frattura da stress che le è stata diagnosticata a fine novembre dello scorso anno. La ticinese ha raccontato il suo periodo difficile e le sue ambizioni per il futuro alla Domenica Sportiva: "Sicuramente ho chiesto troppo, anche perché i segnali li ho avuti a fine aprile dell'anno scorso ma siamo andati avanti comunque".

"Spesso ho avuto problemi alla tibia, periositi e cose varie. Ci siamo detti che non era niente. A quel punto era magari soltanto una reazione da stress e non una frattura, ma essendo andata avanti è diventata una frattura. Ma non lo sapremo mai perché il chirurgo mi ha detto che questa frattura avrei potuta averla già da tre anni ma in forma indolore e priva di sintomi. Sono cose che non sapremo mai però sono cose da cui ho imparato tanto".

Ascolterò di sicuro di più il mio corpo e mi permetterò di cambiare i piani se sentirò qualcosa che non va

I problemi sono anche la conseguenza di tutto quanto ha fatto seguito alla finale olimpica? "È stata la gara più importante della mia vita. Una finale olimpica sui 100m non è una cosa di cui molte persone possono vantarsi. Passare da Ajla sprinter internazionale che magari arriva in semifinale, all'Ajla quinta alle Olimpiadi è stato un grandissimo cambiamento. Sicuramente questa cosa ha contribuito a quanto successo nel 2022".

Volevo essere di nuovo al livello dei Giochi e non ho voluto fermarmi e mi sono messa più pressione

La 26enne ha forse voluto troppo: "C'è la pressione esterna, ma quella che ci mettiamo noi sportivi è sempre la più grande perché siamo noi quelli che vogliamo far meglio e che sappiamo il nostro potenziale. Dovevo passare di lì per diventare un'atleta migliore. Per poter arrivare all'Ajla 2.0".

Adesso non rimpiango il 2022. Non lo voglio rifare ma non voglio cancellarlo dalla mia vita perché ho imparato tante cose importanti

Qual è stata la cosa più difficile da gestire dopo Tokyo 2020? "Quello che ho fatto fatica a gestire, nonostante tutti gli anni che ho portato avanti università e carriera da sportiva délite allo stesso tempo, è stato proprio l'Uni. Vedevo che mi mancava solo il mémoire, ma potevo lavorare solo 4-5 ore a settimana, mentre tutti i miei compagni lavoravano dalle 8 alle 17 tutti i giorni per un anno. Per me quello è stato difficilissimo. Ho avuto un blocco mentale".

Sono nella top 10 mondiale, sono l'unica che studia, cosa devo fare per restare a questo livello?

Adesso tutto sembra essersi messo a posto, ma la ticinese non guarda ancora alle competizioni, anche se sotto sotto muore dalla voglia di tornare a confrontarsi con le avversarie, ma soprattutto con se stessa. "Le gare sono ancora lontane nella mia testa. Mi capita di pensarci ma sto cercando di approfittare dei momenti nei quali ritrovo le cose che non ho potuto fare per tanti mesi. Spero che nel momento in cui tornerà la gara sarà di più l'emozione positiva che la paura. Lo stress non mi darà niente. Spero che le gare tornino presto".

 
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