La passione per l'atletica non è bastato a salvarlo dalla sua dipendenza al
La passione per l'atletica non è bastato a salvarlo dalla sua dipendenza al "tik" (Keystone)

Quattro anni di sospensione a "un fantasma"

Manyonga, vicecampione olimpico del lungo, è stato squalificato ma non si sa dove sia

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Luvo Manyonga, vicecampione olimpico del salto in lungo a Rio nel 2016 e iridato nel 2017 a Londra, è stato squalificato per aver mancato ai suoi obblighi di localizzazione. Essendo recidivo, il 30enne sudafricano è stato punito con 4 anni di sospensione. Nel primo caso era stato sospeso per un controllo positivo nel 2012, quando confessò di essere stato dipendente del "tik", un derivato della metanfetamina, molto diffuso nella township di Mbekweni nei pressi di Città del Capo dove è cresciuto.

Manyonga, che non ha più disputato gare dopo i Campionati del Mondo di Doha nel settembre 2019, attualmente non si sa bene dove sia, ma il sospetto è che sia stato di nuovo risucchiato dalle brutte compagnie nel vortice della droga. Tanto che nell'autunno scorso la sorella aveva fatto un appello pubblico per ritrovarlo. Ora la Federazione sudafricana si è messa sulle sue tracce, ma difficilmente questa volta l'atletica lo salverà dalla cattiva strada.

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