dall'inviato a Pechino Federico Fiorito
Dal poco che ci è concesso vedere, spiando da dietro il vetro del bus gli scorci di città, Pechino appare come una metropoli pulita e ordinata. Lungo i nostri tragitti, un po’ periferici e prevalentemente seguendo grandi stradoni a quattro, cinque o sei corsie, la vita quotidiana è solo sfiorata: di tanto in tanto qualche pedone cammina sul marciapiede, le auto si superano indifferentemente a destra o a sinistra sempre piazzando un colpetto di clacson e rarissimamente passi vicino a un qualche parchetto dove qualcuno si tiene in forma con la tradizionale pratica del Taijiquan.
Difficile credere che la pulizia che si vede per le centinaia di chilometri percorse dai trasporti olimpici sia una vetrina ad hoc per lasciarci una bella sensazione, come spesso accade con le parziali ristrutturazioni in favore di telecamere in occasione di grandi appuntamenti internazionali. Di certo però sono lì ad impressionarci i robot messi al servizio dei vari lavoratori che animano le Olimpiadi. E, a giudicare dalle reazioni della gente, non ne siamo sorpresi solo noi che veniamo da un piccolo borgo del piccolo Canton Ticino nella piccola Svizzera.
Dallo scanner che ti legge il pass per entrare nelle varie sedi di gare, al robot che ti porta il servizio in camera, favorendo enormemente il distanziamento sociale, o a quello che si occupa della purificazione dell’aria, fino ai cuochi di cui si è già parlato altrove, tanti sono i ruoli assunti dalle macchine ai Giochi nella capitale cinese. Ma la più grande simpatia la suscitano i cestini del centro stampa che, per andare a farsi svuotare, percorrono decine di metri evitando agli inservienti la fatica di girare tutto il giorno con dei carretti o, peggio, di caricarsi in spalla i sacchi della spazzatura. Un tragitto ad ostacoli per scansare persone intente a farsi gli affari propri e curiosi molestatori, oltre alla donna che gira tutto il giorno sulla macchinetta per pulire il pavimento. Nel frattempo due piani più sotto un robot dagli inquietanti movimenti umanoidi intrattiene gli astanti preparando cocktail al bar, mentre sullo sfondo, a tarda sera, un esercito di altri inservienti - che a questo punto ti chiedi di cosa si occupino - si avvia mestamente in fila indiana verso il cambio turno.

Olimpiadi, la marcia del cestino e il barman automatico di Pechino (11.02.2022)
RSI Sport 11.02.2022, 11:50

