dall'inviato a Zhangjiakou Luca Steens
Nonostante non siano ammessi tifosi dall'estero, bastano i pochi spettatori cinesi ammessi, atleti, membri delle delegazioni e addetti ai lavori vari per mandare in tilt i negozi ufficiali che vendono il classico merchandising legato alle Olimpiadi. Al secondo giorno gli scaffali dei due store di Pechino e Zhangjiakou (a Yanqing non è stato creato) erano già per metà vuoti, e a ruba sono andati soprattutto i peluche con le sembianze delle due mascotte Bing Dwen Dwen e Shuey Rhon Rhon.
Soprattutto il panda delle 24a edizione delle Olimpiadi è sparito in tutte le varie dimensioni in men che non si dica, mentre è durato qualche ora in più la disponibilità della lanterna cinese simbolo delle Paralimpiadi che si disputeranno a inizio marzo. La colpa al ritardo di produzione e rifornimenti causato dalla Festa di primavera, nota da noi come capodanno cinese. La tradizionale festività, che dura 15 giorni ed ha inaugurato il 1o febbraio l'anno della tigre, sta causando un'attesa spasmodica, tanto che i due negozi hanno dovuto introdurre il limite di due acquisti a persona fin quando le scorte non saranno ripristinate.
Voci di corridoio dicono che questo avverrà solo il 16 o il 17 febbraio, ovvero a tre giorni dalla fine dei Giochi Olimpici... Non osiamo immaginare la ressa che si scatenerà. Intanto stamattina, alla soffiata che c'erano di nuovo sei mascotte a disposizione, fuori dallo store qui a Zhangjiakou si è formata la coda più di un'ora e mezza prima dell'apertura. Ma per ora un peluche non fa primavera...
Beijing 2022, si festeggia il Capodanno cinese (Info Notte Sport 01.02.2022)
RSI Sport 02.02.2022, 00:28

