Beijing 2022

Serata all'ovale scaldata dal cronista coreano

Il pattinaggio di velocità, un microcosmo a sé stante già da quando metti piede sul bus

  • 09.02.2022, 19:41
  • 5 maggio, 16:30
Al tramonto

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Di: RSI Sport 

dall'inviato a Pechino Federico Fiorito

In attesa dell’appuntamento del 19 febbraio, quando il lucernese Livio Wenger si giocherà le sue chance nella gara con partenza in massa, l’altra sera ho deciso di vedere che aria tira all’ovale di Pechino, una delle due strutture, insieme al trampolino del big air, costruite ad hoc nella capitale cinese per l’appuntamento dei Giochi invernali. Collocato al confine del parco olimpico, di fianco al luogo dove nel 2008 Roger Federer e Stan Wawrinka vinsero l’oro nel doppio di tennis, la sede delle gare del pattinaggio di velocità ti stupisce già dall’esterno con una struttura che sembra un insieme di quattro tubi di vetro messi uno sull’altro. All’interno invece il soffitto appare leggero come fosse un enorme telone.

Salendo sul bus dal centro stampa ti accorgi che stai andando in un mondo che non hai ancora visto qui a Beijing 2022. Lingue mai sentite, tutte a loro modo incomprensibili, ti accompagnano nei 15’ di viaggio. Ci sono gli olandesi che, lo sai di per certo, stanno andando a celebrare l’ennesima medaglia di questa rassegna. Ci sono tanti orientali, soprattutto coreani, in un microcosmo che corre parallelo a quello dell’hockey, del curling o del freestyle, frequentati finora nella capitale cinese.

L’ovale è splendido, si diceva. La gara è accompagnata da un pubblico troppo esiguo per generare quelle emozioni e quelle vibrazioni che la competizione da sola non è in grado di suscitare. E allora ci pensa il commentatore della televisione coreana, alle tue spalle, a farti tenere gli occhi puntati sui 400 metri di ghiaccio che stanno sotto di te, grazie a una cronaca decisamente animata e molto rumorosa (vedi video qui sotto) di cui non capisci una sola parola, ma dalla quale percepisci la passione. D’altra parte il record olimpico dei 1'500 metri maschili, che resisteva da Salt Lake City 2002, è stato battuto due volte durante la serata, manco a dirlo dai due olandesi che si sono piazzati sui due gradini più alti del podio. Terzo, per la gioia dell’inconsapevole accompagnatore, il sudcoreano Minseok Kim, acclamato a gran voce a fine gara da tutto lo spicchio di tribuna come fosse un eroe. Una scoperta culturale facilitata dalla magia dei Giochi.

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