Saipi 5: una sola parata ma provvidenziale, di istinto puro, sull’1-1, su un tiro ravvicinato e incarognito da una deviazione. Molto sicuro anche sui palloni alti.
Papadopoulos 4: non sempre pulitissimo ma tutto sommato efficace. Partita in trincea.
Mai 4,5: perentorio nel gioco aereo dove Nivokazi lo brucia una vola sola quando centra la traversa. E molto sicuro anche palla a terra, all’immagine della verticalizzazione che da il la all’azione decisiva, a suo agio insomma da centrale nella linea a tre.
Delcroix 4,5: rientro importante per garantire qualità in uscita, ma anche sostanza difensiva. Conferma quanto di buono aveva mostrato a gennaio pur non potendo avere la brillantezza ottimale.
Zanotti 5: schierato nel primo tempo a sorpresa sulla fascia sinistra ritrova nel timing degli inserimenti il piglio delle serate migliori. Suo il cross che porta al pareggio. Ancora più arrembante poi nella ripresa tornato a destra.
Dos Santos 5: generosissimo e per quella che è una costante del 2026 puntualmente sul tabellino dei protagonisti. Suo l’assist in seconda per l’1-1, suo il passaggio che libera Behrens per il gol-partita. Peccato per il giallo nel finale che gli costa la squalifica.
Grgic 4: senza Bislimi al fianco sta un po’ più abbottonato sulle sue. Compitino.
Kendouci 3,5: fa ancora una fatica tremenda a trovare continuità, alternando alcune buoni intuizioni a tanti/troppi palloni persi/sprecati. Sull’azione del rigore più vittima che colpevole, oltre che un pizzico ingenuo.
Cimignani 4: un po’ in difficoltà sull’out di destra, molto più continuo e martellante nella ripresa riposizione a sinistra (e anche più alto, quasi da ala).
Steffen 4: seconda punta che non sempre ha i movimenti giusti, ma di nuovo il fiuto di andare a cercare il pallone che vale l’immediato pareggio. Rimane la sensazione di un giocatore ormai in parabola discendente.
Koutsias 3: apporto quasi nullo perché non è assolutamente predisposto a fare la prima punta. Non a caso gli viene ormai spontaneo allargarsi sulla sinistra.
Belhadj 4: prova ad assicurare più profondità di Kendouci, con risultati peraltro non eccezionali.
Behrens 6: entra e cambia la partita, vien quasi da dire che la vince da solo. Segna al primo pallone e fanno undici e non sbaglia nulla. Devastante e irrinunciabile.
Brault-Guillard e Carbone: NG
Croci-Torti 4: prova a scompaginare le carte invertendo fino alla pausa Zanotti e Cimignani, ma è l’ingresso di Behrens la mossa vincente, dopo una partita senza troppi squilli e di nuovo sotto ritmo
SL, il servizio su Lugano-Sion (TG Notte Sport 04.03.2026)
RSI Sport 04.03.2026, 22:39








