“Mo je faccio er cucchiaio”. La frase, in tipico dialetto romano, è di Francesco Totti poco prima di andare sul dischetto nella serie di rigori che decise in favore dell’Italia la semifinale di Euro 2000 contro i Paesi Bassi. Se da ormai più di un quarto di secolo sentite parlare di rigore a cucchiaio la colpa è proprio dell’ex capitano della Roma e del fatto che siete italoparlanti. Sì perché il primo a calciare un penalty così non fu il Pupone, ma Antonin Panenka che il 20 giugno 1976 inventò la classica conclusione dagli 11 metri con parabola a pallonetto lenta e centrale e da allora, per tutto il mondo tranne che per noi, porta il suo nome.
Quel giorno di cinquant’anni fa al Marakana di Belgrado sono presenti oltre 30’000 tifosi per vedere la finalissima della 5a edizione degli Europei che vede opposte la fortissima Germania dell’Ovest, campione del mondo e d’Europa in carica, e la Cecoslovacchia, che si affaccia per la prima volta su un palcoscenico così importante. Superati ai supplementari i Paesi Bassi di Crujiff per 3-1 in una semifinale piuttosto nervosa (3 espulsi), i ragazzi di mister Jezek riescono a tenere testa ai favoriti tedeschi, anche se sprecano 2 gol di vantaggio. A un minuto dal 90’ Hölzenbein firma il 2-2, che resiste anche nei 30 minuti addizionali. Si va a i rigori, dove sbaglia solo Höness: il match ball viene affidato a Panenka che lo trasforma in un modo mai visto prima, consegnando il titolo alla Cecoslovacchia e il suo nome all’immortalità.

Panenka e un cucchiaio entrato nella storia
RSI Archivi 28.01.2008, 12:03




