Nel calcio moderno, con cinque sostituzioni a disposizione, la panchina è diventata sempre più importante. Servono giocatori pronti a entrare e a cambiare l’inerzia della partita. In questo Mondiale, poi, le pause per l’idratazione assomigliano quasi a dei time-out del basket: tre minuti nei quali l’allenatore può parlare con tutta la squadra, correggere qualcosa dal punto di vista tattico e dare nuove indicazioni. Contro la Bosnia-Erzegovina, Murat Yakin lo ha fatto alla perfezione. La Svizzera ha cambiato marcia e ha trovato la strada verso una vittoria preziosa. Merito dei giocatori in campo, ma anche delle intuizioni del selezionatore.
In panchina, durante quei momenti decisivi, c’era anche Luca Jaquez. Il difensore dello Stoccarda ha vissuto tutto da vicino. Prima serviva trovare il gol e allora sono entrati Johan Manzambi, Ruben Vargas e Djibril Sow. Poi, una volta trovata la rete del vantaggio, era necessario difendere con ordine e lucidità. Ed è arrivato il suo momento. “È successo tutto molto in fretta, dal riscaldamento all’ingresso in campo - ha raccontato il 23enne - È stata una grandissima emozione”. Una decina di minuti, recupero compreso, ma intensissimi. Tre gol, due della Svizzera, e una vittoria fondamentale per il cammino nel torneo: “Il nostro obiettivo è chiaro, vogliamo vincere il gruppo. Per riuscirci dovremo battere il Canada”.
Sono stato un po’ sorpreso di entrare, ma in quei momenti devi solo rimanere concentrato e portare in campo ciò che sai fare
Jaquez si è fatto trovare pronto e sa che, per continuare a crescere, può imparare molto dai compagni più esperti: “Ricardo Rodriguez, Manuel Akanji e Silvan Widmer sono giocatori di grande qualità che hanno vestito tante volte la maglia della Nazionale - ha sottolineato il lucernese - Cerco di rubare qualcosa da ognuno di loro durante gli allenamenti. Inoltre sono persone disponibili, è bello parlare con loro e ricevere consigli”.
Il suo ruolo Jaquez lo conosce bene. Oggi rappresenta una valida alternativa, ma nella Svizzera del futuro potrebbe ritagliarsi uno spazio importante. La sua duttilità è una risorsa preziosa. Può giocare da centrale in una difesa a quattro, da terzino destro oppure da braccetto in una linea a tre. Per ora, però, si gode il momento: “Il Mondiale è un sogno. Era il sogno che avevo da bambino e adesso sono qui a viverlo. È un’avventura pazzesca”. E la sfida contro la Bosnia ed Erzegovina lo ha confermato una volta di più: nel calcio moderno la panchina ha un peso specifico enorme. Perché quando arriva il proprio momento bisogna essere pronti.

Mondiali, highlights di Svizzera-Bosnia ed Erzegovina (LA2 Sport Live 18.06.2026, 21h00)
RSI Sport 18.06.2026, 23:16








