CALCIO - IL COMMENTO

Dal diluvio del kybunpark la Svizzera ne esce serena

Tra nuove idee e conferme il CT ha ottenuto buone risposte in vista degli USA

  • Un'ora fa
Pioggia a catinelle

Pioggia a catinelle

  • Keystone
Di: Diego Medolago, inviato

Sole e caldo intenso, poi in un amen ecco il diluvio. L’amichevole di San Gallo non è servita come preparazione solo a livello fisico e tattico, ma anche climatico. Sì, perché come abbiamo potuto vedere nel corso dello scorso Mondiale per Club disputato negli USA, la meteo su suolo americano può variare in un battibaleno, passando dal torrido caldo estivo al rischio tornado in pochi minuti. Gli uomini di Yakin si sono adeguati alla situazione, gestendo il pallone quando la temperatura era alta e le energie andavano dosate - accelerando poi improvvisamente quando ve n’era l’occasione - lottando invece con il coltello tra i denti sul finale, col terreno diventato ormai un acquitrino. Da questo punto di vista il selezionatore può sorridere.

Gli altri motivi per esser soddisfatto il CT li ha trovati da alcuni dei ben 22 interpreti che hanno disputato il match contro la volenterosa ma decisamente poco attrezzata Giordania. In primis Manzambi: il numero 9 ha fatto il bello e il cattivo tempo nei 45’ avuti a disposizione, colpendo un palo e dando il la a tutte le azioni più pericolose della nostra Nazionale. Il giocatore del Friburgo (ancora per quanto?) si sta ritagliando sempre più uno spazio da titolare - complice pure il leggero infortunio occorso a Rieder - e tenerlo fuori nella gara inaugurale contro il Qatar sembra ormai impossibile. Bene pure Mvogo, autore di una grande parata in uscita dopo un erroraccio di Xhaka e capace pure di iscrivere a referto un assist “in seconda” sul gol di Ndoye, quando con un passaggio ha tagliato fuori la pressione giordana servendo Aebischer in mezzo al campo. Kobel è avvisato: dovesse continuare con le prestazioni altalenanti messe in scena con la maglia rossocrociata, dietro di lui c’è chi scalpita.

In generale, pur non probante, il test del kybunpark ha dato alcuni spunti interessanti. Il 3-4-3 è sembrato girare abbastanza bene e potrebbe essere una risorsa importante contro avversari che si chiudono o a partita in corso se si dovrà cercare di recuperare. Dietro Zakaria è sembrato più a suo agio nel ruolo di “braccetto” di destra rispetto alle prove da terzino, mentre Ndoye ha avuto l’opportunità di sgroppare libero sulla fascia, visto che Manzambi andava spesso a prendersi la zona da “numero 10”. Chissà se le prove avranno convinto anche Yakin, che avrà comunque un’ulteriore occasione per le prove generali tra una settimana. Quando il cielo sopra lo stadio sarà già quello californiano, lo stesso del debutto mondiale.

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