CALCIO - NAZIONALE

Dal sogno al dimenticatoio, fino alla rinascita odierna

Il calcio norvegese sta tornando in auge dopo vent’anni di buio

  • Oggi, 08:43
  • Un'ora fa
Solbakken portato in trionfo

Solbakken portato in trionfo

  • Keystone
Di: Diego Medolago, inviato

Dei grandi successi sportivi della Norvegia se ne è parlato parecchio, specialmente dopo la scorpacciata di medaglie ottenuta ai recenti Giochi di Milano Cortina. Ma l’avanzata nordica non si limita solo agli sport sulla neve: basti pensare all’atletica, con Karsten Warholm e Jakob Ingebrigsten, o al tennis con Casper Ruud, fino ad arrivare agli scacchi, dove Magnus Carlsen è considerato uno dei più grandi di tutti i tempi. In un clima come questo il calcio non poteva restare indietro, e infatti la Norvegia sta vivendo il momento migliore della propria storia.

Welcome back

Erano 28 anni che i Loevene non si qualificavano al Mondiale di calcio. Era il 1998 e in Francia la Nazionale guidata dal genio tattico di Egil Olsen fece un figurone, battendo nientemeno che il Brasile per 2-1 nei gironi e arrendendosi solo per 1-0 all’Italia negli ottavi di finale. Con una generazione di giocatori come Tore Andre Flo, Ole Gunnar Solskjaer e Stale Solbakken (attuale CT) le basi per un futuro solido sembravano essere state posate. E invece, dopo una fugace apparizione a Euro 2000, il grande buio, con la partenza del CT che ha lasciato un vuoto incolmabile per diversi anni. Ma come si è riusciti a tornare in auge dopo tanto tempo nell’ombra?

Generazione di fenomeni... ma con un grande sostegno

Un po’ di merito va sicuramente riconosciuto alla fortuna, perché non capita tutti i giorni di vedere due giocatori come Erling Haaland e Martin Odegaard nascere in un paese senza grande tradizione calcistica, in più nello stesso periodo storico. Ma si sa, il talento da solo non basta: attorno ai due gioielli infatti si sta formando una Nazionale piena di prospetti interessanti che - guidati dalle proprie stelle - sta facendo grandi cose, per informazioni più precise chiedere all’Italia. E questo grazie ai forti investimenti voluti dalla Federazione, la quale a partire dai primi anni del 2010 ha iniziato un percorso volto proprio a far crescere i propri giovani nel miglior modo possibile. E ora sta raccogliendo i frutti.

Campi da gioco e Landslagsskole

Il cambiamento è stato effettuato in tre step. Il primo: infrastrutture adeguate. Sono stati costruiti e rinnovati decine e decine di campi da gioco sintetico in tutto il Paese, per permettere ai ragazzi di giocare con qualsiasi condizione climatica. Il sintetico inoltre ha permesso di sviluppare un gioco più tecnico e non è un caso che diversi dei membri della Nouvelle Vague scandinava (Oscar Bobb, Antonio Nusa e Sverre Nypan, solo per fare alcuni nomi) siano esterni d’attacco tutto dribbling e velocità.

Su quei campi però non si gioca “a caso”. Il secondo passo è infatti stato assumere una settantina di allenatori professionisti, col compito ovviamente di gestire i ragazzi ma anche di formare gli altri allenatori “a tempo perso”. Così, con maggiori conoscenze, si è aumentata la competenza anche a bordocampo. Infine, l’ultimo step è stato l’istituzione della “Landslagsskole”, la scuola calcio nazionale per bambini tra i 12 e i 16 anni. I migliori talenti vengono reclutati e possono crescere sia sul campo che fuori, sviluppando l’apprendimento sui banchi tanto quanto le proprie qualità calcistiche. Un progetto che, dopo qualche incidente di percorso (vedasi qualificazioni a Euro 2024), sta sbocciando: in America capiremo se saranno rose.

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01:02

Nazionale, il servizio alla vigilia di Norvegia-Svizzera (TG Notte Sport 30.03.2026)

RSI Sport 30.03.2026, 22:06

01:51

Il servizio di Paolo Laurenti (Rete Uno Sport 31.03.2026, 07h00)

RSI Sport 31.03.2026, 06:49

01:30

Il servizio con Breel Embolo (Rete Uno Sport 31.03.2026, 09h00)

RSI Sport 31.03.2026, 06:49

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