CALCIO - IL COMMENTO

La rigidità di Nagelsmann e lo spettro di Sommer

La Svizzera perde l’imbattibilità ma trova (forse) nuove armi

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Occhi al cielo

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Di: Diego Medolago, inviato

Lo aveva annunciato in conferenza stampa alla vigilia ed effettivamente è stato di parola. Julian Nagelsmann non ama le partite con troppi cambi e, pur avendo accettato la richiesta della Svizzera di poter effettuare fino a 11 sostituzioni, l’allenatore della Mannschaft ne ha effettuati soltanto quattro. Così nel secondo tempo, mentre Yakin dava fondo a quasi tutta la panchina rivoltando la formazione come un calzino, il 38enne ha trattato l’amichevole di Basilea come una partita vera. Il risultato è stato lampante, perché tolto l’estemporaneo gol (bellissimo, tra l’altro) di Monteiro la Germania ha secondo logica dominato la ripresa contro le seconde linee rossocrociate.

Poco male però, perché se è vero che gli elvetici hanno perso sia l’imbattibilità che aveva contraddistinto un 2025 da sogno che quella contro i tedeschi che durava da ben 18 anni, Yakin ha potuto testare diversi elementi che potrebbero tornare utili quest’estate in America. Tra certezze e novità, a farsi notare sono stati il già citato Monteiro, Amenda e a tratti Manzambi, mentre l’esperimento Zakaria come terzino destro non ha convinto per nulla. Un po’ anonima la prova di Jashari, certamente non aiutato dal contesto, mentre è parso un po’ timoroso e acerbo Sanches. Sia chiaro, alla prima presenza con la Nati dopo il terribile infortunio di Belfast era difficile attendersi di più, specialmente contro uno degli avversari più tosti d’Europa, ma dopo le ultime prestazioni con la maglia dell’YB ci si aspettava forse un po’ di frizzantezza in più.

Frizzantezza che non hanno avuto per nulla i due peggiori della serata basilese: Manuel Akanji e Gregor Kobel. Il difensore dell’Inter è sembrato al limite dell’annoiato (e non è la prima volta in contesti del genere...) e ha commesso un’infinità di errori, l’ultimo costato il 2-2 di Gnabry nel recupero del primo tempo. Il secondo, e anche per lui non è una novità, è apparso insicuro in diverse occasioni, specialmente quando si è fatto sorprendere dal colpo di testa con pochissime pretese di Tah. Pochi secondi prima sul maxi schermo era stato inquadrato - tra i tanti VIP presenti allo stadio - il suo predecessore Yann Sommer, con la curva che ha iniziato a inneggiare all’ex estremo difensore della Nazionale: a pensar male si potrebbe credere che questa situazione l’abbia agitato tanto da sbagliare il posizionamento e l’intervento successivo. Ma sarebbe peccato, anche se ogni tanto...

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