Dopo le proteste dei tifosi, ecco i primi dietrofront ufficiali
Dopo le proteste dei tifosi, ecco i primi dietrofront ufficiali (Keystone)

I sei club inglesi lasciano la Super League

Perde già la metà dei pezzi il discusso progetto di torneo europeo

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Dopo nemmeno due giorni, la Super League europea perde già la metà dei pezzi. Nella tarda serata di martedì il Manchester City per primo e in seguito anche gli altri cinque club inglesi coinvolti (Chelsea, Arsenal, Liverpool, Tottenham e Manchester United) hanno comunicato di aver iniziato le procedure per ritirarsi dal progetto. "Abbiamo commesso un errore, ci scusiamo" hanno scritto i Gunners di Granit Xhaka. In precedenza si erano espressi i giocatori del Liverpool con un post sui social media, diffuso anche dal rossocrociato Xherdan Shaqiri.

Secondo diversi media, ci avrebbe ripensato pure l'Atletico Madrid, mentre il Barcellona intende far votare i suoi soci. Intanto, in casa Manchester United, Ed Woodward ha annunciato le sue dimissioni (per fine 2021) dal ruolo di vicepresidente, ruolo che sarebbe destinato a ricoprire anche in seno alla futura Superlega. Dal canto suo il premier britannico Boris Johnson ha salutato positivamente le decisioni dei club inglesi, e lo stesso ha fatto il presidente UEFA Aleksander Ceferin.

Lunedì almeno 1000 tifosi arrabbiati avevano protestato contro la Super League di fronte allo stadio del Chelsea. E l'ondata di contestazioni da parte degli appassionati potrebbe presto indurre i club rimanenti a fare dietrofront, rendendo così inutili le battaglie legali che le varie parti in causa stanno preparando. Oggi un tribunale commerciale di Madrid ha adottato una misura cautelare a favore della Super League, intimando agli organismi internazionali e nazionali come FIFA e UEFA il divieto di adottare provvedimenti disciplinari contro le parti coinvolte, finché i contorni non saranno chiariti.

 

 
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