Il periodo pasquale è tornato anche a far rima con il torneo U19 di Bellinzona. Rinata quest’anno dopo due anni di stop, la manifestazione è sempre stata apprezzata sia dai tifosi che dai giovani giocatori stessi, come si è discusso anche alla Domenica Sportiva. Livio Bordoli l’ha vissuta da allenatore, il primo con il Team Ticino nel 2007: “Giocammo un torneo strepitoso, battemmo anche il Barcellona ma perdemmo in finale con il Palmeiras. Era la prima volta che allo stadio sentivamo il grido ‘Ticino, Ticino’!”
Negli anni però i talenti nostrani a spiccare il volo sono diventati sempre meno, su questo problema si è espresso Gianluca Pusterla, che il torneo lo ha pure vinto: “C’è un buco e bisognerà lavorare per colmarlo. Ci sono anche meno sbocchi, all’epoca c’erano tre squadre ticinesi in Challenge League e una in Super League. Uno come Simone Rapp per esempio da giovane non spiccava, ma con il lavoro è riuscito ad emergere e a trovare spazio a Locarno. Oggi forse una cosa simile non sarebbe possibile”.
Serve più coraggio oggi per dare spazio ai giovani, bisogna cambiare o ne vedremo sempre meno
Davide Morandi
Nell’organizzazione del rinato torneo c’è anche un ticinese di successo come Matteo Tosetti: “Il fatto di poter dare ai ragazzi questa esperienza è una delle ragioni che mi ha spinto a sposare il progetto. Il mio obiettivo è ridare quello che ho ricevuto io nella formazione calcistica ai giovani”. Tanti sono i campioni che hanno calcato i campi del Comunale negli anni, da Beckenbauer a Mazzola, da Beckham a Kane, anche Bordoli ricorda che alcuni talenti già si riconoscevano: “Non era questione tanto tecnica, ma più di carattere. Mi ricordo di giocatori come Abrashi o Stocker che avevano già quella personalità, quel qualcosa in più”.
Torneo U19 di Bellinzona, lo studio con Livio Bordoli e Gianluca Pusterla (La Domenica Sportiva 05.04.2026)
RSI Sport 05.04.2026, 18:51







