Calcio

La caduta del vecchio continente

Il Sudamerica rimane indigesto alle compagini europee

  • 23.06.2014, 11:41
  • Ieri, 13:27
Severino Piacquadio

Severino Piacquadio

Di: RSI Sport 

dall'inviato Severino Piacquadio

Tre sudamericane (Colombia Cile Argentina) e una centroamericana (Costarica) già agli ottavi di finale, tre europee già a casa. E in vista delle ultime partite degli 8 gironi, le cifre potrebbero diventare ancora più implacabili. Ecuador Uruguay, ovviamente il Brasile, Messico e Stati Uniti sono infatti in piena corsa per alzare a 9 il contingente di compagini centro e sud americane qualificate per la fase a eliminazione diretta. Quasi un cento per cento di riuscita. Solo l’Honduras sembra tagliato fuori, dalla logica però e non ancora (ahinoi) dalla matematica.

La storia è sempre quella. Quando il Mondiale si gioca in America, per le squadre del vecchio continente le possibilità di eccellere si riducono drasticamente. Per ragioni climatiche. Mai infatti una nazionale dell’Europa ha vinto in questo continente, in sette edizioni.

Francia Belgio e Olanda, delle europee, sono le uniche a punteggio pieno. Non a caso, perché non sono mai state costrette finora a giocare nel nord del paese. Spagna Inghilterra e Bosnia hanno già organizzato il rientro. La Germania si è squagliata al caldo di Fortaleza, anche se l’accesso agli ottavi è ormai pressoché blindato. Per l’Italia è stata predisposta la cottura a fuoco lento a Manuas e Recife, e si è visto come sono andate le cose nella seconda partita con la Costarica. E chissà cosa accadrà a Natal (altra città umida e calda) contro l’Uruguay. La Russia è spalle al muro, ma almeno ha ancora il destino nelle proprie mani, il Portogallo neanche quello.

In definitiva il clima dell’inverno brasiliano non si addice granché neppure alle africane e alle asiatiche. Agli ottavi ci andrà una tra Nigeria e Iran, l’Algeria è messa bene, forse ce la farà la Costa D’Avorio, difficilmente Ghana e Giappone, mentre la Corea è già avviata verso casa.

Il clima gioca dunque un ruolo determinante. E allora, aspettiamoci un ulteriore ostacolo per la Svizzera, la sede della terza sfida del girone, Manaus (350 km a sud dell’Equatore, clima molto honduregno in questa stagione). Non l’ideale, per una squadra che ha svolto la preparazione a Weggis con temperature medie di 10-15 gradi, e che a Porto Seguro non ha praticamente mai dovuto allenarsi con un umidità superiore al 50 per cento. Più che il passato e il precedente del 2010, a preoccupare sono le contingenze del presente.

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