dall'inviato in Brasile Antonio D'Autilia
Perdonate, ma la domanda è lecita quando il primo contatto con questo grande paese è rappresentato da Brasilia. Avete in mente le spiagge, la festa ed il carnevale, ecco tutto questo a Brasilia non sembra lontano anni luce, ma certamente non è di casa. Beh! Per il mare, i poveri abitanti della capitale non possono molto, vista l'ubicazione geografica della loro città; ed in realtà a tutto ciò il rimedio c’è, visto che esiste un lago, ai bordi del quale si trovano dei parchi curati, dove potersi concedere delle belle passeggiate. Ma è proprio qui che sta il punto, la descrizione di questo paesaggio rispecchia di più quello di una città europea, e quindi ritorno alla domanda posta nel titolo: ma è questo il Brasile?
La risposta senza dubbio e timore di smentita è: no!
Perché grazie al Mondiale ci si trova a visitare altre città e di colpo lo scenario cambia. Cuiabà, per esempio, ci fa riconciliare, a me ed a miei due colleghi SRG SSR, con la nostra idea di Sudamerica. È una città caotica, con molte zone dismesse, ma con uno spirito vivo. Nel centro dello stato del Mato Grosso, si respira un aria diversa, meno formale, anche se pure uno sprovveduto capisce che in tutta questa gioia, a volte del poco, un occhio in più quando si passeggia per le strade bisogna averlo, ma tranquilli è solo una piccola precauzione.
Il Brasile che ti aspetti quindi (almeno in parte) al contrario di Brasilia, una città costruita dal nulla fisicamente, ma forse anche ideologicamente, tanto da sembrare quasi "finta" e dove quindi si vive al di fuori del contesto. Sarà forse questo il motivo che spinge molti a cercare una nuova vita all’ombra del Palàcio do Alvorada o della Catedrale Nostra Senhora Aparecida, la voglia, appunto, di "scappare" dal contesto, oppure più semplicemente quello di ricevere qualche Reais in più nella busta paga. A Brasilia i molti centri commerciali sono frequentatissimi, tanto che ci si permette di mettere dei modelli in carne ed ossa in vetrina. Inoltre i ristoranti che vanno per la maggiore, i quali propongono ottimi piatti, ma a prezzi senza dubbio europei, sono praticamente sempre pieni.
Il resto del Brasile appare lontano e da quanto mi è stato dato modo di capire, anche gli stessi brasiliani al di fuori del Distretto Federale si sentono lontani dalla loro capitale. Le grandi distanze certo non aiutano, ma di fatto sembra di assistere ad una sorta di Gran Premio, con Brasilia nelle vesti della Mercedes di quest'anno o della Red Bull delle scorse stagioni, cioè ormai inarrivabile nel suo passo gara.







