Nel giorno in cui il Lugano ha alzato definitivamente il suo trofeo di campione svizzero di Challenge League, Livio Bordoli si è espresso a mente fredda a proposito della stagione d'oro bianconera e del suo futuro. Il verzaschese è orgoglioso di quanto ottenuto: "Faccio parte anche io di questo successo e me lo tengo stretto. È stata dura. Quando lavori tanto e poi raggiungi qualcosa di quasi impossibile è ancora più bello".
Un velo di tristezza lo avvolge quando pensa alla sua avventura in bianconero: "A me dispiacerebbe (lasciare il Lugano, NdR), perché abbiamo iniziato da una situazione difficilissima, nella zona retrocessione, fino al secondo posto dell'anno scorso e a quest'anno con un incredibile primo posto e la promozione. Con tante difficoltà iniziali e durante il campionato".
"Le emozioni mi escono più tardi degli altri e adesso capisco cosa significa aver vinto il campionato, con tutta questa gente a Cornaredo"
Livio Bordoli
La panchina di Bordoli, più volte messa in discussione da Bentancur durante la stagione, è sempre stata difesa dal presidente Renzetti, tuttavia nelle ore successive alla promozione, qualcosa sembra essersi rotto: "Lui (Renzetti, NdR) sta forse ascoltando altre voci, ma chiaramente è il padrone. Lui decide e io lo ringrazierò sempre per avermi dato questa possibilità, come lui deve ringraziare me, dato che in una stagione non facile per il lugano siamo riusciti a creare qualcosa di importante e raggiungere questa promozione che rimarrà sicuramente negli annali della storia del lugano".
L'allenatore ticinese è stato piuttosto enigmatico sul suo futuro, rispondendo così su quante possibilità ci siano, da 1 a 100 di vederlo ancora sulla panchina bianconera: "49".
L'intervista a Livio Bordoli (Rete Uno Sport 10h00, 31.05.2015)
RSI Sport 30.05.2015, 23:05
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