Una squadra leggendaria
Una squadra leggendaria (Keystone)

Quella volta che abbiamo rincorso Gento

Giacomo Moccetti ricorda il campione spagnolo, spentosi all'età di 88 anni

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di Giacomo Moccetti

È il gennaio del 2015. Mi trovo a Madrid con il collega della Gazzetta dello Sport Alberto Cerruti. Stiamo girando una serie di interviste sulla storia della Champions League: Ancelotti, Zidane, Hierro, Del Bosque… abbiamo incontrato quasi tutti. Ce ne manca solo uno, ci manca il recordman di vittorie, colui che con il Real Madrid ha conquistato ben sei Coppe dei Campioni: Francisco "Paco" Gento.

Il problema è che Gento non risponde al telefono, e allora ci rechiamo sotto casa sua. Non abbiamo nessuna risposta neppure al citofono, ma per nostra fortuna troviamo l'aiuto del custode del condominio: "Vi avviso io quando lo vedo". Così andiamo a piazzarci in un bar di fronte al palazzo, in attesa. Dopo circa un'oretta, ecco il fischio del custode: Gento sta uscendo di casa. Lo rincorriamo, lo raggiungiamo, lo fermiamo, ci presentiamo, e gli chiediamo di poterlo intervistare. Ci risponde che non ha nessuna voglia. E allora Alberto, vecchia volpe del giornalismo, ha il colpo di genio, e gli dice: "Ti portiamo i saluti di Maldini, che abbiamo intervistato settimana scorsa".

Gento si zittisce un attimo, poi chiede: "Maldini padre o Maldini figlio?". "Maldini padre, Cesare, il tuo grande avversario". Avevamo davvero incontrato Cesare Maldini alcuni giorni prima, ma non ci aveva detto di salutare Gento. Poco importa, perché gli si illumina lo sguardo e accetta di seguirci al bar. E per un'ora rimane in nostra compagnia, a raccontarci di Puskas, Di Stefano, Kopa, e quello straordinario Real Madrid. Alla fine, ci offre persino l'aperitivo.

 
 
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