Se per noi ticinesi il “derby” a livello di Nazionale è Svizzera-Italia (e vedremo se ci sarà una nuova sfida in questo senso al Mondiale) per buona parte della nazione lo stesso sentimento lo si prova contro la Germania. Ecco perché stasera, nonostante si tratti a tutti gli effetti di un’amichevole, non sarà in ogni caso una sfida come tutte le altre. Lo dimostra il pubblico, che riempirà gli oltre 34’000 posti del St.Jakob Park, e pure la squadra, che vede questa partita sì come una preparazione alla Coppa del Mondo, ma anche come una sfida molto personale.
Questo anche perché ormai la Svizzera e la Germania calcistiche sono sempre più legate. Basti pensare al fatto che dei 26 giocatori chiamati da Yakin per questa sfida, ben 18 militano o hanno militato in formazioni di Bundesliga o 2. Bundesliga. Un filo conduttore partito dagli anni ‘60, con Allemann a fare da apripista, passando per i vari Chapuisat, Sforza, Frei, fino ai giorni nostri, dove sono ben 14 i rossocrociati che partecipano al massimo campionato tedesco, più altri sei nella lega cadetta. Persino il CT ha passato due stagioni in Bundes, con lo Stoccarda (1997-98) e col Kaiserslautern (2000-01).
I motivi di questo spostamento sempre più massiccio verso i cugini più a nord li spiega in maniera molto semplice Xhaka, che in Germania ha passato ben sei stagioni tra Borussia Mönchengladbach e Bayer Leverkusen: “Credo che la scelta di andare a giocare in Bundesliga sia molto sensata, sia a livello di mentalità che di lingua. Le similarità con la Svizzera sono parecchie, ma lì ti permettono di crescere molto di testa, oltre che tatticamente e tecnicamente. Io ho potuto approfittare di questa crescita in tutta la mia carriera e tanti altri giocatori ora stanno facendo lo stesso”.
Il servizio con Murat Yakin (Rete Uno Sport 27.03.2026, 07h00)
RSI Sport 27.03.2026, 08:27
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