Di Giancarlo Dionisio
Datemi una fuga con 4 uomini. Datemela 50 volte. Datemela in una tappa che si conclude con una salita dura di 10km. Sono pronto a scommettere che per 49 volte quella fuga non va in porto, se dietro c'è una muta di pitbull che insegue. C'è tuttavia la 50a fuga, quella imponderabile, quella che ti fa capire che, nonostante lo sviluppo tecnologico, il ciclismo non è solo scienza. Oggi Lawrence Warbasse ce lo ha ricordato. La sua tenuta sulle rampe di Villars-sur-Ollon è figlia di un cocktail di gambe, cuore e testa.
E dietro i cani da caccia erano stati sguinzagliati, tranne qualche illustre assenza, leggi Tom Dumoulin e Ion Izaguirre. Cani di razza, leggiadri e rapidi come levrieri che si sono sfidati all'arma bianca. Damiano Caruso, ora leader indiscusso della BMC, è colui che ha destato l'impressione migliore. È completo, è in forma, ha un'ottima squadra tutta per sé, quindi il suo momento di gloria sembra essere giunto. Dopo 4 avvicendamenti in giallo dopo altrettante tappe, il giallo del corridore siciliano sembra più brillante. Per fortuna e per lo spettacolo, ora è lui la lepre. Dietro Kruijsweijk, Spilak, Pozzovivo e Frank sono pronti a braccarlo.
Tour de Suisse, le fasi finali della 5a tappa (13.06.2017)
RSI Sport 13.06.2017, 17:50
Tour de Suisse, le lacrime di Lawrence Warbasse (13.06.2017)
RSI Sport 13.06.2017, 17:48





