Ciclismo

"Senza IAM non sarei dove sono oggi"

Reichenbach è ancora riconoscente per la chance avuta

  • 13.06.2017, 15:27
  • Ieri, 18:13
Durante la cronometro di Cham

Durante la cronometro di Cham

  • Keystone
Di: RSI Sport 

Se nel 2017 il suo Tour de Suisse si è concluso anticipatamente a causa di problemi intestinali prima della quarta tappa, il 2013, con la nascita del progetto IAM Cycling, spentosi l'anno scorso, è stato il tornante decisivo per la carriera di Sébastien Reichenbach. È infatti in quell'anno che il vallesano, abbandonato il calcio, passato dalla mountain bike e nel 2012 senza squadra, è entrato nel ciclismo professionistico. "È indubbio che senza la IAM non sarei dove sono oggi - ha sottolineato il 28enne - e non avrei vissuto le incredibili emozioni del Giro d'Italia".

"Una settimana dopo la fine del Giro d'Italia ho sentito la fatica, ho accusato il contraccolpo"

Sébastien Reichenbach

"Quella squadra ha rappresentato la mia ultima chance nel mondo del ciclismo - ha proseguito Reichenbach - ci penso spesso, ogni giorno bisogna essere coscienti della fortuna di essere professionisti. Se non hai grande talento e se non vinci spesso all'estero, in Svizzera è difficile guadagnarsi da vivere con questo sport, perché trovare una squadra è davvero complicato".

01:35

Il servizio con Sébastien Reichenbach (Rete Uno Sport 13.06.2017, 12h30)

RSI Sport 13.06.2017, 14:51

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