Ciclismo

Froome, l'incantatore di serpenti

Il leader è crollato quando nessuno se lo aspettava

  • 13.07.2017, 21:19
  • 4 maggio, 18:22
Lo sconfitto

Lo sconfitto

  • Reuters
Di: RSI Sport 

di Giancarlo Dionisio

Ha perso 22" in 350 metri. È rimasto sui pedali quando Fabio Aru, nuova maglia gialla, e Romain Bardet, vincitore di tappa, lo hanno attaccato là dove le pendenze facevano male. Chris Froome è ancora lì, in classifica generale, a 6" dal Cavaliere dei Quattro Mori, e comunque con tutti gli altri alle sue spalle. Eppure il finale della prima tappa pirenaica potrebbe lasciare il segno: per la distanza, 215 km, per il ritmo elevato e per consapevolezza di una sua riscoperta vulnerabilità .

Chi lo avrebbe immaginato? Neppure il più ottimista dei suoi rivali. Gli attacchi di Aru e Bardet erano infatti finalizzati alla vittoria di tappa, non certo ad una rivoluzione. E questo perché il Team Sky si era dimostrato un autorevole padrone della corsa. Sembrava di essere in un Truman Show, dove i ruoli erano scritti da una regia superiore. Gli uomini col casco giallo avevano infatti nascosto magistralmente le fragilità dell'ingegner Froome. Un numero di alta scuola, paralizzante, all'insegna del: "non fatemi incazzare altrimenti vi trafiggo".

Invece no, il re del Tour era in difficoltà e nessuno lo aveva capito. Il finale? Un colpo di scena, che modifica sensibilmente le prospettive della Grande Boucle, a partire dalla seconda breve tappa pirenaica che si staglia all'orizzonte con tutte le sue insidie, con tutte le sue promesse.

00:10

Le dichiarazioni di Fabio Aru (Rete Uno Sport 14.07.2017, 07h00)

RSI Sport 14.07.2017, 09:03

Legato alla diretta della 12a tappa del Tour de France

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