È stato tutto fatto secondo i regolamenti nel permettere a Chris Froome di utilizzare un prodotto normalmente considerato dopante ma utile per trattare il forte raffreddore che perseguitava il britannico dalle classiche di primavera (aveva dovuto rinunciare per questo motivo alla Liegi-Bastogne-Liegi). Questo il verdetto emesso dall'Agenzia Mondiale Antidoping al riguardo della polemica scoppiata attorno al vincitore del Tour de Romandie.
Durante la corta gara a tappe elvetica il dottore della Sky aveva chiesto l'autorizzazione all'UCI per l'utilizzo del preparato a base di cortisone, che era stata accettata dopo aver sottoposto il caso a tre medici indipendenti.





