Prima del 9 aprile 2006, esisteva un Fabian Cancellara con poche vittorie all’attivo e noto per la firma sulla mini-crono d’apertura del Tour de France 2004. La versione campione, quella stampata nella memoria collettiva, ha iniziato a costruirsi dal trionfo alla Parigi-Roubaix di vent’anni fa, quando Spartacus conquista la sua prima Classica Monumento e ufficializza la sua entrata tra i grandi del ciclismo.
Quella specifica Roubaix passa invece alla storia per un... treno: Cancellara ha da poco staccato Gusev sul Carrefour de l’Arbre ed è solo al comando quando attraversa indenne un passaggio a livello. Una trentina di secondi dopo le sbarre sono abbassate, il primo trio inseguitore (Hoste-Gusev-Van Petegem) lo supera nonostante il divieto (verranno squalificati a fine gara), mentre l’altro terzetto (Boonen, Ballan e Flecha, questo l’ordine d’arrivo dietro a Cancellara) è obbligato a fermarsi per far transitare il convoglio.
Treno oppure no, il successo all’Inferno del Nord è assolutamente legittimo: è lui a far esplodere la corsa nella foresta di Arenberg, è lui il corridore più scaltro, quello migliore nel gestire i momenti critici. Un cronoman come la “Locomotiva di Berna” - che coincidenza questo soprannome - è imprendibile sulla strada che porta al velodromo di Roubaix, dove ci entra godendosi il giro di passerella in solitaria.
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