di Giancarlo Dionisio
Gli Appennini non hanno fatto sconquassi tra gli uomini di classifica. I migliori, ad eccezione di Kruijswijck, Thomas e Van Garderen, sono arrivati insieme sul traguardo di Bagno di Romagna. Quattro salite, una fuga che ha stentato a decollare a causa dell'andatura elevatissima nei primi 30 km. Finalmente 25 uomini riescono a prendere il largo. Tra di essi Mikel Landa, deluso, desideroso di riscatto, che prova a partire in compagnia del suo connazionale Omar Fraile.
Sono entrambi baschi, parlano la stessa lingua, collaborano, lasciando intendere di potercela fare. Invece lo scalatore del Team Sky si spegne, mentre quello della Dimension Data riesce a rimanere con i fuggitivi. Fraile sembra in giornata di grazia. Alimenta la fuga, sgobba come un garzone d'altri tempi, risponde anche ad un allungo di Pierre Rolland per tentare di strappare punti per la classifica degli scalatori. Ha ancora la forza di rilanciare.
È l'incarnazione della generosità, anche quando da dietro rientra Rui Costa. Il portoghese fa il furbo, collabora poco, fa sovente il buco, chiamando sempre allo scoperto lo stesso Fraile. Ci si attende quindi che l'iridato di Firenze faccia un sol boccone dei rivali nello sprint a ranghi ristretti. Invece no! Fraile attinge a tutte le energie residue (ma quante ne ha!) e domina la volata con 2 biciclette di margine su Rui Costa. A Parigi direbbero "châpeau"; a Berlino replicherebbero "verdient". A Lugano diciamo semplicemente "fortissimo"!





